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Tuo Simon

by Jean

Tuo Simon

Ognuno ha diritto a una grande storia d’amore, ma per qualcuno la questione è più complicata. Ad esempio per il diciassettenne Simon Spier, che vive una vita normale in una tranquilla cittadina americana, ha una famiglia che adora e degli amici straordinari ma anche un segreto che lo angustia: nessuno sa della sua omosessualità. Simon non ha nemmeno il coraggio di rivelarlo ai genitori perché teme di deluderli, soprattutto il padre, bonariamente legato a un concetto molto classico di virilità. Finché non inizia un appassionante scambio di mail con un compagno di scuola, conosciuto online e che rimane nascosto dietro il nickname Blue. Ma Martin, il nerd della scuola, lo scopre per caso e lo ricatta: se non vuole che il suo segreto sia rivelato, deve aiutarlo a conquistare la ragazza dei suoi sogni, cui Simon è legato da una profonda amicizia. Per lui inizia così un’avventura in cui il sorriso si alterna con la preoccupazione. Saranno i suoi amici Leah, Debby e Nick ad aiutarlo a reagire e cambiare vita, scoprendo infine il primo amore…

I particolari

Unico, emozionante, sincero, il migliore dell’ancora breve carriera di Greg Berlanti, il film affronta con leggerezza, ma non superficialità, un tema complicato come l’adolescenza con i suoi turbamenti legati alle infinite sfumature dell’amore e della sessualità.
Il regista si avvale di una sceneggiatura efficace, scritta da Elizabeth Berger con Isaac Aptaker sulla base del romanzo di Becky Albertalli Simon vs. the Homo Sapiens Agenda, tradotto in italiano con il titolo Non so chi sei ma io sono qui.
Ma oltre a un ottimo script, si intuisce fin dalle prime inquadrature che alla base della bellezza di Tuo Simon c’è anche una determinata ed empatica partecipazione emotiva. Il giovane regista dichiaratamente gay di Tre all’improvviso (2010) e Il club dei cuori infranti (2000), conosciuto soprattutto come sceneggiatore e produttore della serie tv per teenagers Dawson’s Creek, racconta ancora una volta l’omosessualità attraverso lo sguardo di Simon. Un racconto lieve, senza retorica, arricchito da profonda umanità, sui conflitti interiori di chi è costretto a nascondere la propria natura perché il cosiddetto Homo Sapiens è ancora restio ad elaborare codici non di tolleranza (che già presuppone un giudizio) ma semplicemente di convivenza civile. Ma Simon non è solo. Intorno a lui ruota il prezioso microcosmo degli amici. Ognuno di loro gli vuole bene, pur con la propria pena amorosa o familiare da risolvere.
Grandi assenti i genitori: o non ci sono, o fanno controlli puramente formali, o vestono i panni dei compagnoni scapestrati, capaci di scherzare coi figli ma non di accorgersi di quel passa nella loro mente e nel loro cuore.
La professionalità ma soprattutto la sensibilità aiutano Berlanti ad affrontare tutti questi argomenti delicati senza scivolare nel patetico, o nel “genere”. Nessun personaggio è sopra le righe, e se episodicamente accade, subito viene riportato nei canoni della credibilità.
Con semplicità si spiegano le difficoltà di un ragazzo, già alle prese con i problemi dell’adolescenza, nel capire, accettare e infine dichiarare di essere gay. E, come sovrappeso, sopraggiunge la paura di essere pubblicamente additato sui social media, che annullano in un istante i confini tra pubblico e privato con spregiudicata leggerezza. È quel che più teme Simon: che la tenera corrispondenza online con l’innamorato segreto possa finire sul blog della scuola, facendo a pezzi la sua intimità e la sua stessa vita.
Ma ci sono gli amici, accanto a lui, a sostenerlo e rassicurarlo, preludendo a un happy end quasi fiabesco, in un mondo libero da tabù come è giusto che sia…
Ogni capitolo del romanzo cui si ispira viene trattato con estrema cura, la stessa dedicata al cast. Le diverse personalità, ognuna con un suo retroterra, sono state approfondite, applicandole ad interpreti perfettamente calati nel ruolo, si potrebbe dire “reali”. A sostegno degli attori, la sceneggiatura è solida e brillante, efficace nei dialoghi, quasi commovente per la sincerità e il desiderio affettuoso di dipingere il mondo come dovrebbe essere.
I ragazzi sono sì ostaggio della tecnologia ma socievoli e bendisposti, i genitori forse un po’ superficiali ma dalla mentalità aperta, le autorità scolastiche dialoganti e comprensive.
Della teen comedy rispetta tutte le regole, rappresentando con grande verosimiglianza il mondo scolastico e familiare, sport e attività extracurricolari, party di Halloween e feste di fine anno, incomprensioni, segreti e innamoramenti, ma ciò che distingue Tuo, Simon è quel bisogno sempre più impellente ma altrettanto terrorizzante di rivelare al mondo chi si è davvero. Per questa sua forza è stato protagonista negli Stati Uniti di un fenomeno curioso: molti attori omosessuali, come Neil Patrick Harris e Matt Bomer, o eterosessuali impegnati nelle battaglie della comunità lgbt come Kristen Bell hanno deciso di affittare intere sale di proiezione nei cinema delle loro città e regalare lo spettacolo a tanti ragazzi e ragazze.
“È un film importante e bello. So che vi piacerà, venite domenica a vederlo gratis” invitava Matt Bomer sul suo profilo Instagram.
A questo proposito, vale la pena citare una frase pronunciata dal protagonista:
“A volte mi sento bloccato su una ruota panoramica. Un attimo prima sono in cima al mondo, quello dopo negli abissi. Continuamente, tutto il giorno. Questo perché gran parte della mia vita è fantastica. Ma nessuno sa che sono gay”.
In fondo anche gli amici di Simon (Nick Robinson), la bella ma introversa Leah (Katherine Langford), l’attraente Abby che soffre per il divorzio dei suoi genitori (Alexandra Shipp), l’insicuro e timido Nick (Jorge Lendeborg Jr.) per non parlare del prepotente ma in realtà fragile Martin (Logan Miller) si ritroveranno a fare una sorta di personale coming out. In fondo crescere è accettare chi siamo e rivendicarlo al mondo.

Scheda tecnica

Regia: Greg Berlanti
Cast: Nick Robinson, Katherine Langford, Jennifer Garner, Alexandra Shipp, Josh Duhamel
Produzione: USA, 2018
Titolo originale: Love, Simon
Durata: 109’

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