Ponente International Film FestivalPonente International Film Festival
Tre piccole storie africane

by Jean

Tre piccole storie africane

Il cortometraggio si sviluppa in tre episodi di circa cinque minuti ciascuno e, come esplicitato ironicamente nel titolo originale, si pone come strumento educativo per introdurre i bianchi, i toubab, alla cultura africana e, al contempo, come ironica ma profonda provocazione.

Sul piano stilistico, le storie sono molto semplici, rendendo così ancora più immediato il messaggio. Filo conduttore è il tema della relazione interculturale scorretta, basata sull’etnocentrismo. Ogni episodio si presenta come una favola, richiamando così la tradizione orale africana, e come tutte le favole ha una morale, che accomuna i racconti con un filo conduttore che parla di comunicazione, ma soprattutto di comprensione reciproca: ovvero, un’amara lezione su come non ci si dovrebbe comportare nell’incontro con l’altro e “l’altrove”.

Il primo episodio, I bianchi si divertono,  condanna un atteggiamento di superiorità e insensata prepotenza da parte degli occidentali nei confronti di qualcosa che è loro sconosciuto, ovvero le tradizioni antiche e rituali. Un uomo anziano si appresta a celebrare un rito, l’ultimo della sua vita, in quanto sente che la fine è vicina. Emerge il contesto animista che fonda un legame indissolubile tra la terra e il cielo, il finito e l’infinito, i vivi e gli antenati, la vita e la morte, l’individuo e la sua comunità di appartenenza. L’uomo, ancora cosciente di sé, si prepara ad accettare il momento del passaggio estremo, e attraverso una celebrazione di purificazione conferma la propria fede nel Grande Spirito e il personale impegno per il bene sociale e la pace. Dall’intimità dell’anima, nel buio del raccoglimento e della notte, dalla capanna si eleva, con la voce fuori campo, la semplice preghiera del protagonista e la scena si apre piano piano alla luce, attraversa il villaggio, si solleva da terra fino ad arrivare nel cielo limpido e pacato. Non a caso la preghiera termina con un’invocazione alla pace. Poi lo sguardo cinematografico si sposta sugli occhi e sul viso, segnati dall’età e dal tempo, dell’uomo. Immaginiamo che attraverso il sacrificio della capretta che  sta per acquistare utilizzando tutti i suoi averi, simboleggiati dai cauri, tradizionali conchiglie africane, intenda invocare un trapasso sereno. Un rito che elabora la paura della morte sia per chi vi si prepara sia per coloro che vi assistono. Ma la cerimonia non avrà luogo e la favola ci spiega con amarezza il perché. Gli occhi fissi del vecchio in primissimo piano, nella sequenza finale,  riflettono l’impossibilità di dare continuità a una tradizione, lo sgomento per una azione violenta e ingiusta, il rammarico per non aver da dire nulla ai bambini che assistono alla scena, la delusione per uno scontro arbitrario fatto quasi per gioco da persone prepotenti,  che continuano la loro corsa, incuranti del disastro che hanno creato. In questo episodio è ben rappresentata la distanza tra due culture, anche in seno alla spiritualità e alla concezione della vita. Diversi percorsi di riflessione sono tracciati dagli altri due episodi: in Buona fortuna Trophy, viene simpaticamente riproposto il convenzionale differente modo di intendere e vivere il tempo per gli occidentali e gli africani. I primi come i maratoneti sempre e dovunque frettolosi e dinamici, gli altri, al pari dei massi rocciosi, rilassati e stabili. I figli del giaguaro richiama infine, in modo forse più diretto,  il legame con le tradizionali favole africane che spesso hanno per protagonisti gli animali, con tutti i pregi, i vizi e difetti umani. L’episodio condanna l’atteggiamento spregiudicato di alcuni speculatori occidentali che tentano di appropriarsi, seppur temporaneamente, delle proprietà altrui, pensando di poter ripagare il prestito con qualche paccottiglia di seconda mano.

Scheda tecnica

Costa d’Avorio – Francia, 1999
Lingua originale francese con sottotitoli italiani
Titolo originale: Trois fables a l’usage des blancs en Afrique
Regia: Luis Marquès, Claude Gnakouri
Cast: Wayata Sora, Mathurin Nahounou, Arnaud Gallibert, Soro Solo
Durata: 17’                  

Jean
About Jean
Tre piccole storie africane
Tre piccole storie africane