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Torna a casa Jimi

by Jean

Torna a casa Jimi!
(10 Cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro)

Nicosia, capitale di Cipro. Secondo la legge locale, nessun animale, pianta o altro prodotto può essere trasferito dal settore greco dell’isola a quello turco o viceversa. Cosa succede quindi quando questo divieto viene violato, in una situazione in cui le regole non conoscono neppure lontanamente la parola “flessibilità”? Se ne accorge immediatamente Yiannis, un musicista inconcludente e un po’ pasticcione che si mantiene faticosamente a galla tra ristrettezze economiche e fughe dai debitori, prima tra tutti la padrona di casa, cui deve mesi di affitto, ma anche, per non farsi mancare nulla, due minacciosi energumeni cui aveva incautamente chiesto un prestito, ovviamente mai più restituito. A completare il quadro, una disastrosa situazione sentimentale. La fidanzata, di cui è ancora innamorato, lo ha lasciato, e lui non trova altra soluzione che scappare ancora, per ricostruirsi una nuova vita altrove. Il suo altrove è l’Olanda, che intende raggiungere al più presto possibile. Tre giorni, per organizzarsi e partire, insalutato ospite. Ma il piano è mandato all’aria dal suo cagnolino, un bastardino intraprendente e anarchico, comprato con la sua ex e chiamato Jimi, in onore del mitico Hendrix. La bestiola, infatti, pensa bene di sfuggirgli e attraversare il check point di Nicosia, finendo nel settore turco del confine. Yiannis è disperato, perché il cane è l’unica consolazione nel disastro della sua vita. Inizia così per lui una serie di disavventure tra beghe burocratiche e diplomatiche, loschi individui, contrabbando e pericolose alleanze, addirittura con colui che considera (forse a torto…) un acerrimo nemico, pur di far tornare a casa l’amato Jimi.

I particolari

L’isola di Cipro è divisa in due territori, uno greco-cipriota e uno turco-cipriota, dal 1974, dopo l’invasione turca che spinse a sud i greci. Nicosia è, pertanto, l’ultima capitale europea a vivere con un muro che la divide a metà, con l’ONU che sorveglia la zona cuscinetto tra le due repubbliche. Le cose sono migliorate con l’ingresso dell’isola nella Comunità Europea, il primo maggio del 2004, ma la divisione resta, a separare assurdamente due frammenti dello stesso popolo, fatto di terze generazioni cresciute vicine fisicamente senza mai conoscersi davvero. Una situazione paradossale e anacronistica, proprio perché esiste all’interno dell’Europa, nel cuore del Mediterraneo, eppure non se ne parla mai, non fa notizia. A riportarla al centro dell’attenzione, a modo suo, è proprio questa commedia intelligente, garbata e lieve, opera prima del regista greco-cipriota Marios Piperides. Un film che, con ritmo, sagacia e tenerezza riesce nell’intento di unire divertimento e riflessione, regalandoci come chicca preziosa e punto di forza della storia scorci della bellezza di una location insolita, per il grande schermo. Spesso il Cinema ha trattato storie di confine, di muri che dividono terre e persone, ma in questo caso lo sguardo non giudica, semplicemente racconta una realtà che ricorda epoche più lontane e dolorose. Le frontiere che Jimi attraversa liberamente, perché non comprende la loro esistenza, ma che Yiannis non può oltrepassare senza documenti, sembrano uscite da un vecchio documentario del dopoguerra ed evocano Paesi divisi da muri abbattuti o in costruzione: case diroccate, edifici disabitati, pattuglie di soldati che si parlano da una parte all’altra in diversi dialetti e un’impressione di abbandono, in realtà solo apparente. Ma diffidenze e separazioni, politiche e religiose, reali o di facciata, nulla possono, almeno in questo racconto, di fronte all’amore tra un uomo e il suo cane, pronti a tutti per ritrovarsi.

La mano di Piperides, dal tratto divertente e satirico ma nello stesso tempo di accorata denuncia, rende già maturo questo esordio, mai banale, ricco di sfondi unici e impreziosito dalle interpretazioni degli attori, sostenuti da una sceneggiatura agile, ben calibrata e credibile. Estremamente naturali le performance del protagonista, Adam Bousdoukos, e dei due comprimari turchi, da noi sconosciuti ma bravissimi: Fatih Al, che interpreta “l’usurpatore”, il presunto nemico che ha occupato la casa di famiglia di Yiannis, e Ozgur Karadeniz nei panni dell’irresistibile trafficante Tuberk. E come trascurare quello che in fondo è il vero interprete principale, Jimi (che in realtà è una femmina olandese di nome Pepper) unico essere vivente della storia che conosce solo la libertà, e ignora le follie fatte di frontiere, pericoli, rimpianti e rancori, burocrazia e politica, e che con la sua spensieratezza rende ancora più assurda l’incapacità degli umani di godere in pace di ciò che hanno, senza farsi del male l’un l’altro. Paradossalmente, l’unica difficoltà nelle riprese, girate per lo più nella zona greca, è stata proprio causata da lui… Come ha raccontato il regista “Il problema era portarlo nel settore turco, perché per la legge sarebbe dovuto rimanere in quarantena per circa tre mesi. Per questo abbiamo optato per la zona sud. E abbiamo girato anche nella zona cuscinetto, chiedendo il permesso all’Onu”. Tra le molte gag visive e verbali di cui il film è disseminato (come l’onnipresenza della bandiera turca agli occhi di Yiannis) colpisce l’ironico nome del negozio di intimo sotto casa del protagonista, “No Borders”, una sorta di dichiarazione d’intenti sul bene più prezioso per cui valga la pena lottare: la libertà di essere quello che vogliamo, come e dove vogliamo, e di vivere in pace.

Scheda tecnica

Titolo originale: Smuggling Hendrix
Regia: Marios Piperides
Cast: Adam Bousdoukos, Vicky Papadopoulou, Fatih Al, Toni Dimitriou
Produzione: Cipro, 2018
Durata: 93 min

Jean
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