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Tir Na Nog

by Jean

Tir Na Nog

Ossie e Tito sono figli di papà Riley, conosciuto come il re dei nomadi. L’uomo, dopo la morte della moglie, ha abbandonato la vita errabonda e si è stabilito in un quartiere degradato, nei dintorni di Dublino. Un giorno li raggiunge il nonno materno, che porta loro un regalo meraviglioso: uno splendido cavallo candido, che ha trovato lungo il viaggio e lo ha seguito. Per la magia dell’incontro e la bellezza dello stallone, lo ha chiamato Tir – Na – Nog, un nome legato alle antiche tradizioni celtiche, che significa Terra dell’eterna giovinezza. Ma un allevatore senza scrupoli glielo sottrae illegalmente, così i due fratellini gitani lo riprendono e scappano, inseguiti dalla polizia, dal padre e da una bella ragazza. Una fuga che si trasforma in un viaggio iniziatico dal sapore fiabesco, attraverso i brulli ma incantevoli paesaggi di un’Irlanda aspra e selvaggia. Una fantasiosa avventura alla ricerca del West, durante la quale troveranno molto altro, che li accompagnerà dall’infanzia all’adolescenza, imparando, come in ogni fiaba che si rispetti, le gioie e i dolori del diventare grandi. Un viaggio un po’ comico un po’ surreale, in cui i ragazzi avranno l’occasione di ritrovare il volto di una madre che non avevano mai conosciuto…E guadagnarsi il riscatto dallo squallore dei casermoni popolari in cui erano confinati, anzi imprigionati.

I particolari

In questo bel film che contiene tutti gli elementi favolistici più amati, si snocciolano buoni sentimenti e una dichiarata propensione per l’intrattenimento adatto alle famiglie. Tratto dai racconti di Michael Pearce, è diretto dall’inglese Mike Newell. Un lavoro ben fatto, in cui la fotografia di Tom Siegel esalta di colori e luci lo splendore della natura. Ma ad essere valorizzati sono anche alcune caratteristiche della terra in cui è ambientato, l’Irlanda, celebrata con sguardo appassionato.

Un film in cui l’essere nomadi, ed essere forse anche per questo liberi, e anche solo per questo semplicemente “essere”, diventa ragione di vita e bellezza assoluta. Il ritmo galoppante, come ben si addice allo stupendo protagonista, un montaggio ad hoc, commozione e allegria dosati nel modo giusto e uno spirito ecologistico di riconoscenza per la terra completano il quadro. A sostenere il tutto,  il costante rigore narrativo, la recitazione appropriata e la mano sicura del regista. Positivo per la ricchezza di valori umani che lo percorre, senza cedimenti al patetico e al sentimentale, e per il coraggio di far spazio al soprannaturale. Non a caso, il nome dello stallone Tir – Na – Nog fa riferimento all’altro mondo della mitologia irlandese, probabilmente il più conosciuto. Un luogo ai confini del mondo, collocato su un’isola lontana, a ovest. Lo si può raggiungere con un arduo viaggio o su invito di uno degli elfi che vi risiedono. Molti racconti popolari del Medio Evo narrano di numerose visite di eroi e monaci irlandesi a quest’isola. Questo “aldilà” è un posto in cui la malattia e la morte non esistono. È un luogo di giovinezza e bellezza eterna, dove la musica, la resistenza, la vita e tutti i passatempi piacevoli stanno insieme in un singolo posto. Qui la felicità dura per sempre, nessuno desidera cibi o bevande. È l’equivalente celtico dei Campi Elisi greci e romani o del Valhalla vichingo. È il paese delle fate nel fumetto Ancient Magus Bride di Kore Yamazaki.

Curiosità

Il regista irlandese Jim Sheridan ha scelto di riportare al cinema il film che da lui fu scritto nel 1992.

Non si sa ancora quali cambiamenti Sheridan apporterà a questa nuova versione della sua storia, al momento in fase di sviluppo.

Ellen Barkin e Gabriel Byrne erano sposati al tempo in cui il film fu girato.

Nel cast figurano tanti attori irlandesi come mai prima, tutti insieme: Gabriel Byrne, David Kelly, Colm Meaney e Brendam Gleeson.

Furono utilizzati diversi cavalli bianchi durante le riprese. In particolare esemplari specialmente addestrati. Ma in pochi shots partecipò anche un pony Irish Connemara.

In una situazione il padre spiega ai ragazzi che Murphy è il nome più comune in Irlanda. In effetti è proprio così.

Il regista Mike Newell, nato in Gran Bretagna nel 1943, ha diretto molti film di cui alcuni di grande successo. Esordì con La maschera di ferro, cui seguì La trentanovesima eclisse, Bad blood e Ballando con uno sconosciuto. Dopo una serie di pellicole minori, arriva il campione di incassi e di critica Quattro matrimoni e un funerale, che sarà seguito tra gli altri da Un’avventura  terribilmente complicata e Donnie Brasco.

 Scheda tecnica

Gran Bretagna, 1992
Titolo originale: Into the West
Regia: Mike Newell
Cast: Gabriel Byrne, Ellen Barkin, Ciaràn Fitzgerald, Ruaidri Conroy
Durata: 97’

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