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Thriller

by Jean

Thriller

Possono i sogni di un bambino alleviare i problemi degli adulti? A questa domanda risponde il regista Giuseppe Marco Albano con il suo cortometraggio Thriller.

In una Taranto martoriata dai veleni di quell’acciaio che, nel corso degli anni, ha distrutto l’ambiente ed innumerevoli vite umane, si muove il piccolo Michele (interpretato magistralmente da Danilo Esposito) studente svogliato con un grande sogno: andare in televisione a ballare il moonwalk di Michael Jackson. Ma il suo desiderio si scontra con una realtà ben più seria: il padre e il fratello, che lavorano all’ILVA, proprio il giorno in cui Michele ha un provino a Roma devono prender parte a un’importante mobilitazione in fabbrica. Se nessuno potrà accompagnarlo negli studi televisivi della capitale, il suo sogno sarà destinato a morire.

Il ragazzo però non si perde d’animo. Proprio grazie alla sua passione per Michael Jackson riesce a trasformare agitazioni sociali, lotte per il lavoro e preoccupazioni per la salute dei cittadini, in un mondo immaginario popolato da zombie. E se nel finale del video originale gli zombie erano solo la rappresentazione delle paure della protagonista, questa volta ad interpretare il ruolo dei morti viventi sono proprio i lavoratori delle acciaierie, tristemente consapevoli di essere quotidianamente a rischio di tumore ai polmoni, per colpa di quel mostro chiamato ILVA che ha già ucciso fin troppe volte.

I particolari

Di Taranto e dei suoi problemi d’inquinamento legati all’ILVA se ne è parlato tanto, sia in TV che al cinema e non è mai abbastanza, vista la gravità della situazione. Il regista Giuseppe Marco Albano lo fa però da un punto di vista diverso: quello di un ragazzino che, nonostante le preoccupazioni familiari, continua a credere al suo sogno. Originale la scelta di mescolare scene di vita quotidiana (dal pescatore che si rammarica, alla fabbrica che ha causato così tanti problemi alla città) ad immagini di ballo del giovanissimo interprete, davvero molto bravo.

Rimbalzando tra i desideri della mente di questo giovanissimo visionario, spensierato e divertito, a quelli del padre e dei suoi colleghi, stanchi e combattuti tra la paura di una possibile disoccupazione e il terrore dei tumori provocati dal lavoro in fabbrica, il regista gioca con i generi, trovando il giusto equilibrio fra documentario, dramma e grottesco.

Tante le citazioni sparse lungo la narrazione: dal richiamo al singolo di Jackson, Bad,  a La classe operaia va in paradiso, di Petri, manifesto della lotta operaia, fino alla danza finale tratta da Thriller, indimenticabile videoclip diretto da John Landis.

E straordinariamente efficaci sono le scene del balletto conclusivo di cui sarebbe un peccato svelare i dettagli, rovinando la sorpresa…

Albano trova una chiave nuova e differente per fare luce su un dramma contemporaneo che da anni affligge il meridione, affidando allo sguardo di Michele la speranza verso un futuro più limpido, lontano dal grigiore delle nubi tossiche..

Curiosità

L’inizio del film è parlato “in lingua originale”, cioè in dialetto locale, con i sottotitoli in italiano

Il regista, Giuseppe Marco Albano nasce a Cisternino da padre pugliese e madre lucana, cresce a Bernalda, dove consegue la maturità scientifica ed inizia ad occuparsi di cinema da autodidatta. Successivamente si trasferisce a L’Aquila, dove frequenta l’Accademia internazionale per le arti e le scienze dell’immagine. In seguito frequenta la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Parma.

Tra i suoi lavori, i cortometraggi Il cappellino, presentato in Festival Italiani ed Internazionali, XIE ZI, finalista al Giffoni Film Festival 2010 e tra i finalisti dei Nastri d’Argento 2011, Stand by me, candidato nella cinquina dei David di Donatello 2011 come Miglior Cortometraggio Italiano e vincitore del Nastro d’Argento 2012. Del 2011 è invece il suo primo lungometraggio dal titolo Una domenica notte. Ha anche vinto il Premio Troisi come regista emergente italiano.

Nel 2014 produce, scrive e dirige il cortometraggio Thriller, presentato in prima assoluta al Giffoni Film Festival 2014. Il corto, ambientato interamente a Taranto, riceve oltre 60 riconoscimenti nazionali, fra cui il premio al miglior film corto della 8° edizione del Festival Internazionale del Film Corto “Tulipani Di Seta Nera” 2015, e internazionali, ma soprattutto vince il prestigioso David di Donatello 2015 per il miglior cortometraggio.

Nel 2015 riceve, inoltre, il Premio Rodolfo Valentino come giovane talento del cinema italiano.

Nel 2016 è il direttore artistico dei Soundies Awards, di Casa Sanremo. Il contest, destinato alle case discografiche che partecipano al 66º Festival della Canzone Italiana, diviso in due sezioni (Campioni e Nuove Proposte) premia il miglior videoclip italiano dell’anno tra i brani in concorso.

Scheda tecnica

Italia, 2014
Sceneggiatura e Regia: Giuseppe Marco Albano
Cast: Danilo Esposito, Antonio Gerardi, Anna Ferruzzo, Giuseppe Nardone
Durata: 14′

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