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The other pair

by Jean

The other pair

Due bambini, uno povero e uno ricco, si incontrano per caso nella stazione di una città caotica e polverosa di un qualsiasi Paese del Medioriente. La loro storia – fugace e fatta di sguardi – si intreccia intorno a quella di un paio di scarpe. Il ragazzino probabilmente figlio di una famiglia benestante ne possiede un paio nuovo, nero e fiammante. L’altro, invece, porta lise ciabatte infradito in gomma, una così consumata e rotta da dover trascinare il piede per non perderla e ritrovarsi a camminare scalzo per la strada. Stanco e affranto, si siede per cercare di aggiustarla, ma proprio in quel momento il destino gli propone quell’incontro inaspettato… I due bambini, divisi dal ceto sociale, si ritroveranno brevemente uniti nei sorrisi e nella reciproca generosità.

I particolari

Pochi minuti di pura poesia, per questo piccolo, grande film d’esordio, girato dalla ventenne egiziana Sarah Rozik nel 2014, premiato al Cairo come miglior cortometraggio al Festival del Cinema, al tempo, ma tornato recentemente alla ribalta per le migliaia di visualizzazioni e condivisioni in rete.

Scritto da Mohammed Matera e prodotto da Eman Samir, The Other Pair è ispirato a un episodio della vita di Ghandi e, con la forza della semplicità e dell’emozione riesce a trasmettere un messaggio dal significato universale.
Per certi aspetti ricorda le toccanti immagini di capolavori del neorealismo, come Ladri di biciclette di De Sica, o Paisà di Rossellini, soprattutto quando indugia sulle emozioni del bambino più indigente. Ma se in quei film erano i volti e i gesti dei più piccoli a rappresentare il dramma della povertà e della guerra, in questo caso a loro tocca invece un compito ben più lieve e positivo: incarnare il futuro, la speranza in un mondo migliore. Che a portare avanti con tale incisività un progetto così consolante e profondamente umano sia una ragazza ventenne è ancora più importante. E se una volta la cruda realtà – che pur ci viene presentata con dignità con i panni della disperazione e della paura di perdere quel poco che si possiede, in un mondo tanto lontano dalle nostre certezze – lascia spazio alla dolcezza di un sogno, alla bellezza del dono, senza sfiorare minimamente la banalità o il melenso, vale la pena assaporarla e colmarsene il cuore.

Regia: Sarah Rozik
Cast: Ali Rozik, Omar Rozik
Produzione: Egitto, 2014
Durata: 5’

Jean
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