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The Lady in the Van

by Jean

The Lady in the Van

La vicenda è ambientata verso la metà degli anni Settanta, in un lindo ed elegante quartiere dell’alta borghesia londinese. L’atmosfera che vi si respirava solo poco tempo prima è turbata da un’inquietante presenza che i suoi abitanti chic & snob mal sopportano. Si tratta di Miss Mary Shepherd, una scontrosa ma altrettanto eccentrica e arzilla signora, con la fastidiosa peculiarità di vivere in un furgone scassato, un Bedford ridipinto di un giallo accecante, che parcheggia volta per volta davanti alle diverse dimore. La donna, dal passato oscuro e dall’intenso “profumo”, turba la tranquillità e il superficiale senso estetico dei perbenisti con il suo malconcio abitacolo, ma incuriosisce uno dei recalcitranti vicini, il commediografo Alan Bennett, che si ritrova ad offrirle, quasi suo malgrado, una sistemazione nel vialetto davanti a casa. A poco a poco, tra due persone così diverse, l’anziana homeless e il raffinato intellettuale, s’instaura una insolita quanto consolidata forma di convivenza, che si protrarrà per 15 anni. In questo lungo lasso di tempo, nonostante l’amicizia, la donna riuscirà a mantenere molti segreti. Solo dopo la sua morte, Bennet scoprirà che da giovane fu una delle più brillanti allieve del pianista Alfred Cortot, che suonò Chopin in un famoso concerto, che provò a farsi suora, fu fatta internare dal fratello, ma riuscì a fuggire, e che un incidente con il suo van in cui fu coinvolto un motociclista la ossessionava, tanto da farla vivere con i sensi di colpa e la paura di essere arrestata.

I particolari

Ambientata tra il 1974 e il 1989 in una via di Camden Town, il quartiere a Nord di Londra famoso per la scena punk rock, i pub e il mercato preferito dai modaioli appassionati di shopping e bizzarrie, la storia autobiografica scritta da  Bennett ne mostra un aspetto molto diverso, tutto villette a schiera e buon vicinato. Al centro della commedia, approdata al palcoscenico al cinema sempre per la regia di Hytner, c’è il rapporto di complessa e conflittuale amicizia realmente vissuta tra lo scrittore (interpretato da Alex Jennings) e una senzatetto dal passato misterioso, straordinariamente religiosa e totalmente avviluppata in un amore – odio per la musica, Miss Shepherd. Le presta il volto una sempre straordinaria Maggie Smith, impareggiabile nelle sequenze più stereotipate come in quelle più intense. La sistemazione nel viale d’ingresso della casa di Bennet, che doveva essere solo temporanea, si trasforma in lunghi anni di anomala coabitazione, ma soprattutto in un rapporto complesso fatto di piccoli e grandi gesti, liti che culminano con porte di casa o sportelli di furgone sbattuti, con il sottofondo di un affetto celato da entrambi. Le ragioni del duraturo successo della pièce teatrale, che fanno presagire altrettanto gradimento nelle sale cinematografiche, sono evidenti: prima tra tutte la felice commistione tra un irresistibile humor corrosivo di chiara matrice britannica e, a seguire, una capacità descrittiva di caratteri e situazioni sostenuta da interpreti di altissimo livello. La trasposizione sul grande schermo è stata comunque una scommessa, benché affidata a un veterano nel campo (questo è il suo terzo adattamento da Bennett, dopo La pazzia di Re Giorgio III e Gli studenti di Storia): non era facile gestire un plot minimale e un testo breve senza rovinarne le peculiarità. Il regista ci riesce in buona parte, scomponendo i tempi della narrazione e ricorrendo a flash back: ovvero, l’evento traumatico dell’incidente fa da incipit, così si scoprono subito le ragioni dello stato mentale e la reale natura di Miss Shepherd. La scelta toglie intensità drammatica alla vicenda, ma aggiunge linearità all’intreccio a favore della narrazione, e lascia spazio ad elementi surreali, come la visione di un Dio barbuto (di chiaro stampo Pythoniano) e la moltiplicazione dei Bennett: il narratore e il protagonista, assolutamente identici. Una duplicazione che pone l’accento sulla comicità, in una confezione e una direzione dallo stampo televisivo, dove per televisivo si intende il lusinghiero standard della BBC…

Da notare la fotografia luminosa che rende bene la Londra di quegli anni, più pulita di ora, già multietnica e mai eccessiva. La colonna sonora asseconda la passione per il pianoforte della protagonista. Nella realtà e nel racconto, Bennett scoprirà tutti i segreti della bizzarra vecchietta solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1989. Questo lo spinse a scrivere il libro su di lei.

Curiosità

Il vero Alan Bennet appare alla fine del film in un cameo, arrivando in bicicletta per l’apposizione della targa commemorativa in memoria di Miss Shepherd.

Il teatro per i londinesi, che si tratti di un musical o di un dramma shakespeariano,  è una cosa seria. Una parte imprescindibile della vita culturale, con platee presenti nella quasi totalità dei quartieri. Ce n’è uno in particolare, però, il celebre West End, che rappresenta una piccola isola felice per tutti gli amanti del palcoscenico, incastonata nel cuore stesso della città, a due passi da Piccadilly Circus e Trafalgar Square. E per anni, proprio sulle assi di uno di quei teatri, il Queen’s Theatre, è andato in scena, dal 1999, The Lady In The Van, diretta, come il film, da Nicholas Hytner, nominata al 2000 Olivier Awards come Play of the Year. Ma non fu solo portata in scena. La storia fu adattata anche per la radio, in un drama del 2009 sulla BBC.

Le riprese sono state effettuate dove effettivamente la vicenda si ambientò, Gloucester Crescent in Camden Town. Molti di coloro che ne furono testimoni, decenni or sono, vivono tuttora là.

Durante un montaggio che mostra il passaggio degli anni, Miss Shepherd decora il suo furgone con la Union Jack e con fotografie della Regina Elisabetta II. Questo a indicare che era il 1977, l’anno del Giubileo della Regina.

Tre degli attori di questo film furono anche interpreti della serie di Harry Potter: Maggie Smith, Jim Broadbent e Frances de la Tour. Peraltro, è la prima volta in cui appaiono insieme, al di fuori della fortunata serie.

Il Premio Oscar Maggie Smith veste i panni di Miss Shepherd per la terza volta: sul palcoscenico, alla radio e ora sul set. Durante la conferenza stampa di presentazione, l’attrice ha affermato che alla sua età (81 anni) è stato faticoso girare le scene aggrovigliata in un furgone, e per questo è stata un’esperienza del tutto nuova rispetto a quella teatrale, pure interpretando lo stesso personaggio.

Per Alan Bennett, suo coetaneo, “è una benedizione essere ancora in grado di lavorare, e questa energia è dovuto soprattutto dalle persone che ti circondano”. Lo stesso ha svelato alla stampa quanto i soldi non fossero rilevanti per Miss Shepherd, tanto che, ripulendo il furgone dopo la sua morte, ha trovato fra le cianfrusaglie spicci e banconote per un valore di 600 pounds (quasi 1000 euro).

Il regista Nicholas Hytner ha raccontato che, essendo Camden Town diventato uno dei centri della movida londinese, un lunedì all’inizio delle riprese ha sorpreso una coppia in amorevole atteggiamenti che aveva dormito durante il week-end all’interno del furgoncino utilizzato nel film.

Citazioni

Alan Bennett: Le case del quartiere sono state costruite come ville per la borghesia vittoriana. E i loro scantinati sono ora allargati da coppie liberali in apparenza, ma non è facile nella loro nuova prosperità. “Colpa”, per riassumere in una parola. Significa che, in misura diversa, tollerano Miss Shepherd perché le loro coscienze si sentono assolte dalla sua presenza.

Scheda tecnica

Regno Unito, 2015
Durata: 104’
Regia: Nicholas Hytner
Cast: Maggie Smith, Alex Jennings, Roger Allam, Deborah Findlay

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