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Se Dio vuole

by Jean

Se Dio vuole

A volte si sprecano gli aggettivi, quando si scrive una recensione. E magari si tende ad esagerare nelle lodi… Ma quando si definisce Se Dio vuole brillante, intelligente, emozionante, divertente e persino commovente, non si calca la mano per simpatia. La simpatia per questo film la si prova eccome, una specie di empatia immediata, o quasi, grazie ai personaggi che gli danno vita, squisitamente umani con le loro poche virtù e i loro molto difetti. Ma questo non inficia acriticamente il giudizio. Nel panorama cinematografico della commedia italiana si possono citare innumerevoli titoli di pregio, degni di nota per soggetto, realizzazione, cast… A questa opera prima di Edoardo Falcone, gia apprezzato co-sceneggiatore di Nessuno mi può giudicare, Stai lontana da me e Ti ricordi di me si può aggiungere quel quid in più per il tema affrontato con delicatezza, umorismo e un’indulgenza non bonaria ma consapevole dei limiti che la nostra natura ci pone. Un tema che potrebbe sembrare fin troppo sfruttato (la vocazione religiosa, la fede e l’ateismo contrapposti come a suo tempo fu per Don Camillo & Peppone, che ogni tanto vengono in mente, durante la visione, fatte le debite proporzioni di periodo storico) ma invece snocciola situazioni e svolgimenti in fondo inediti, che lasciano allo spettatore la responsabilità di una conclusione, senza esagerati moralismi e liete fini scontate.

Uno stimato chirurgo, Tommaso, è specialista dell’unico muscolo che usa pochissimo, il cuore.
Come molti colleghi, abituati a trattare con il dolore e la morte quotidianamente, ha una visione laica, anzi, categoricamente atea, della vita. Applica al lavoro la fredda razionalità della sua mente e non si scioglie nemmeno nei confronti dei familiari, ai suoi occhi piuttosto deludenti. La moglie Carla, con cui sta insieme da una vita, con gli anni ha perso l’affascinante smalto della Pasionaria che lo aveva colpito, ed è sfiorita e depressa come i suoi ideali. La figlia maggiore, Bianca, apatica giovane donna, non gode il suo favore, anzi, la considera una specie di oca giuliva per la mancanza assoluta di idee e interessi. Si trascina in un matrimonio con un ometto servile, un triste agente immobiliare a caccia di nude proprietà. L’unica fonte di soddisfazione familiare è il secondogenito, Andrea, brillante studente di medicina, per il quale è stata attentamente programmata e costruita una carriera sulle orme paterne. Ma da poco è diventato anche sorgente di preoccupazione. Spesso si chiude in camera, solo, e la sera esce senza dire a nessuno dove vada e con chi. Insomma, il ragazzo è diventato ‘strano’ e le certezze di Matteo vacillano fino al devastante sospetto che sia gay. Naturalmente, da uomo e medico con la mente aperta, libera da condizionamenti religiosi e varie bigotterie, è fiero oppositore di ogni forma di discriminazione… Ma si sa che anche le convinzioni più ferree vacillano, quando vengono inaspettatamente minacciate da vicino. In effetti,
Andrea avvisa la famiglia di voler rivelare qualcosa, e mentre Tommaso si convince che i suoi timori siano reali, l’annuncio ha tutt’altro tenore, ma uguale dirompenza: il ragazzo vuole farsi prete. Una mazzata per un agnostico come lui, disposto ad appoggiare il figlio per scelte sessuali ‘diverse’ ma non a vederlo indossare l’abito talare, tanto lontano da un impeccabile camice da primario. Cosi, finge un sostegno senza se e senza ma, mentre invece inizia una battaglia personale per scongiurare uno scenario per lui inaudito. Inizia a seguirlo di nascosto, scoprendo colui che individua come responsabile di quella follia. Si tratta di un sacerdote fuori dagli schemi, Don Pietro, che lo lascia esterrefatto con una sorta di ‘one man show’ eseguito davanti a un giovane pubblico che lo osanna come una rock star. Ecco come ha lavato il cervello a mio figlio! si dice Tommaso, ingaggiando immediatamente una battaglia senza esclusione di colpi col prete. Approfittando di un ritiro in monastero di Andrea, Tommaso elabora un piano e si presenta al nemico sotto mentite spoglie. Intende scoprire cosa si nasconda dietro quell’aria da ‘santone de noantri’, sbugiardarlo (in effetti Pietro è un ex carcerato) e riportare il figlio sulla retta e laica via. Ma non andrà esattamente così. Per dirla in sintonia con il tema del film, Dio è ovunque mentre il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi… e le beffe del destino sono sempre in agguato, capovolgendo piani e aspettative.

Si sa che i cineasti italiani sono maestri nell’arte della commedia, anche se ogni tanto cedono alla facile strada della ruffianeria, o si inerpicano sulle erte salite dell’intellettualismo un po’ snob, o, peggio di tutto, lasciano eccessivo spazio alla risata grassa piuttosto che all’ironia e al sorriso. In questo lavoro invece tutto fila senza cadute di stile, senza cerebralismi fuori luogo ai fini della trama, con la piacevole abbondanza di trovate brillanti, energia scenica, narrazione intelligente e umorismo di classe. Insomma, un prodotto in linea con l’attualità e le relativi problematiche, ma di una perfezione d’altri tempi, quasi fosse intervenuto direttamente quello che, pur senza apparire, è il protagonista principale. Falcone firma con il bravo Martani una delle sceneggiature più interessanti del periodo e, dietro la telecamera, riesce a ricordare la vecchia, sublime scuola di genere dei maestri Risi e Monicelli.

I personaggi sono caratterizzati attentamente e sono resi ulteriormente credibili dai grandi attori che prestano loro il volto, in primis Marco Giallini ed Alessandro Gassmann, perfettamente calati nei panni del chirurgo agnostico e burbero e del sacerdote di borgata con un passato men che onesto. Entrambi giganteggiano: Giallini nel donare verità allo scettico Tommaso (nome ad hoc…) un uomo che si dibatte tra le contraddizioni ma sa mettersi in discussione e faticosamente avvia una crescita personale, Gassmann, che pare inventato apposta per incarnare la semplice, gioiosa ma tormentata (e un po’ sopra le righe) umanità di Don Pietro. Ottima anche Laura Morante, mai deludente qualunque ruolo incarni. Brilla il talento comico di Ilaria Spada alias la figlia oca, mentre Edoardo Pesce tratteggia con sapienza il vile personaggio del marito di Bianca, Gianni. Tutti sostenuti da dialoghi vivaci, verosimili e a tratti poetici e immersi nella splendida fotografia, e la ‘grande bellezza’ di Roma.
Ogni dettaglio trova con armonia il suo posto e il suo ritmo, la sottigliezza narrativa non viene mai sovrastata dalla facile battuta, si ride e ci si emoziona senza perdere il gusto della misura, con colpi di scena intelligenti, che lasciano sorpresi proprio come nella vita reale, in un crescendo culminante nel non finale voluto, musicalmente ricamato da Francesco De Gregori.

La marcia in più che fa particolarmente amare questo film, è la leggerezza nell’affrontare un tema che poteva diventare predica o rifiuto, e la contemporanea profondità che racconta il bisogno di ciascuno di noi di cercare ‘altro e oltre’ per colorare a pastello gli inevitabili chiaroscuri dell’anima. O della mente. Se preferiamo. L’importante è non fossilizzarsi e osare guardare al di là dei nostri sicuri confini.
La visione lascia sereni, riconciliati. Perché, che si creda in Dio o no, come afferma Tommaso: “Sarà pure una banalità, ma l’importante è amare”.

Curiosità

Se Dio vuole è un film che sa guardare al passato e riproporre situazioni e gag del grande cinema italiano di sempre. In primis, i carrelli a precedere il dottor Giallini e il suo team di infermieri citano con evidente volontarietà le scorribande ospedaliere del Medico della mutua di Sordi, mentre la pausa pranzo dei due protagonisti con panino alla mortadella, ricorda il celebre duetto tra Francesco Nuti e Antonio Petrocelli in Caruso Pascoski.

C’è un particolare divertente da citare, probabilmente sconosciuto ai più: l’ex galeotto divenuto prete piacione, dall’eloquio magnetico e le platee acclamanti esiste davvero, a Roma. Si tratta di don Fabio Rosini, che affabula folle con le sue interpretazioni evangeliche, talmente sopra le righe da essersi guadagnato l’appellativo di ‘prete parabolico’.

Citazioni

Don Pietro: “Dio sta ovunque”.
Tommaso: “Ma com’è fare il prete?”
Don Pietro: “Bello! C’è solo questa scocciatura di lavorare la domenica… Sto a scherzà!”.

Dialogo tra Tommaso e un paziente:
“Professore, è stato un miracolo!”
“I miracoli non esistono: sono io che sono bravo”.

Carla, a Tommaso:
“Ho pensato a tutti i momenti belli che abbiamo passato negli ultimi dieci anni. Non me n’è venuto in mente uno!”.

Tommaso, parlando di Andrea:
“Ultimamente lo vedo strano”
Carla:
“Vabbè, lui è sempre stato un po’ particolare. Ma come, non ti ricordi che da piccolo stava sempre alla finestra a contare le ambulanze che passavano?”.

Scheda tecnica

  • Paese di produzione Italia
  • Anno 2015
  • Regia Edoardo Falcone
  • Cast Marco Giallini, Alessandro Gassmann, Laura Morante, Ilaria Spada, Edoardo Pesce
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