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A royal night out

by Jean

A Royal Night Out

Londra, 8 maggio 1945. È il giorno seguente la sconfitta dei nazisti da parte degli Alleati. Il sovrano britannico Giorgio VI si sta preparando allo storico discorso col quale parlerà al suo popolo via radio, dopo l’annuncio della vittoria da parte di Winston Churchill. Ma non è  l’unico problema che il Re si trova ad affrontare… Infatti, a  Buckingham Palace la famiglia reale si sta confrontando  nel classico conflitto generazionale, reso più difficile dal ruolo che rivestono i suoi membri: le figlie, le principesse Elizabeth (futura regina) e Margaret, vorrebbero strappare ai genitori il permesso di unirsi alla gente che festeggia nelle strade della città, salutando la fine tanto desiderata del conflitto mondiale con musica e danze liberatorie, ma soprattutto con la ritrovata serenità e tanta gioia di vivere e speranza.

La mamma è contraria, ma il padre propone un compromesso, concedendo alle ragazze di recarsi al ballo che si terrà la sera stessa, all’Hotel Ritz. A un patto: la scorta di due guardie reali e il rientro  a casa all’una in punto. Appena arrivate alla festa, però, la ribelle ed esuberante  Margaret, approfittando della confusione, riesce a sfuggire alla sorveglianza e si eclissa, confondendosi con il popolo festoso. La principessa Elizabeth si lancerà disperata alla ricerca della sorella, affrontando avventure che, prima di uscire dal suo nido dorato, non avrebbe mai immaginato…

I particolari

Partendo da una sceneggiatura di Dalton Trumbo, nel 1954 William Wyler raccontò in Vacanze Romane la breve fuga di una principessa che si regalò una pausa dai doveri reali, divertendosi a girare per la città in vespa con un affascinante giornalista e ballare sulle rive del Tevere, per poi rientrare nei ranghi. Sei decenni dopo, l’inglese Julian Jarrold omaggia l’illustre predecessore con una commedia “tutta in una notte”, ipotetico sequel de Il discorso del Re. Nel film di Tom Hooper avevamo infatti lasciato Giorgio VI combattere con la balbuzie per diventare un sovrano di giusta autorevolezza. Avevamo anche fatto la conoscenza delle piccole Elizabeth e Margaret, che però rimanevano in secondo piano. In questo film le ritroviamo cresciute e desiderose di festeggiare, insieme all’intera città di Londra, la fine delle ostilità. Gli appassionati di storia della Corona sanno che la futura regina e sua sorella minore la sera dell’8 maggio 1945 uscirono per davvero, ma si limitarono ad andare al Ritz, scortate da una truppa di ufficiali, e non vissero nessuna rocambolesca avventura. Ma si sa che trasformare la verità per renderla simile a una favola è tra i compiti di un artista… Così nasce questa briosa commedia degli equivoci, intrigante, divertente e sicuramente fiabesca. Tra i suoi pregi, lo stile e l’atmosfera  volutamente retrò, ricostruiti con accuratezza in un’operazione affettuosamente nostalgica. Con lo stesso spirito, il regista sceglie la musica giusta (il jazz), il look perfetto per le due protagoniste (stupende in chiffon rosa) e il ritmo più adatto (sostenuto, con inseguimenti a bordo di autobus o tra folle oceaniche). Ne deriva un senso di gaia confusione che ricorda le commedie sofisticate americane degli anni d’oro, ed esprime la profondità del sollievo dopo il dramma, come sublimazione del dolore di aver perso tante giovani vite. Una sofferenza particolarmente “nelle corde” di Jack, disertore della Royal Air Force che accompagna Elizabeth in cerca della sorella e critica il dorato isolamento dei regnanti, inconsapevoli degli orrori in battaglia. Ma il ragazzo in uniforme, pur consapevole di certi limiti, non sa resistere al fascino della principessa e si lascia travolgere dalla giostra scatenata che, girando sempre più veloce, ci porta ancora più indietro nella storia del cinema, ai tempi delle gag del muto. Situazioni forse superficiali  ma divertenti, in cui l’ingenuità delle sorelle reali (all’epoca di 19 e 14 anni, ma “invecchiate” per le esigenze del racconto) le fa cacciare in guai e pericoli, anche paradossali, da cui puntualmente si salvano. Si ride, ci si incanta davanti alla loro graziosa ingenuità, si spera in risvolti romantici che poi, per forza di cose, in quel periodo non possono ancora concretizzarsi.  Grandioso il cast, brillante ma anche in grado di rivelare nascoste profondità.

Concettualmente lontana da  The Queen, cui è stata accostata, l’opera di Jarrold è infine un atto d’amore nei confronti di Londra, in cui i rigidi inquilini di Buckingham Palace convivono con la  vibrante energia che la città sprigiona e si può avvertire anche nei nostri giorni. Una gioiosa macchina di pace dal sapore vagamente Disneyano, arricchito da una  sensibilità tutta contemporanea, che rende il film scoppiettante e molto gradevole, dal primo all’ultimo fotogramma.

Curiosità

La pellicola prende spunto da un episodio realmente accaduto in gioventù alla Regina Elisabetta che, insieme alla sorella Margareth, partecipò a una festa all’Hotel Ritz nel giorno della Vittoria

Era la loro prima uscita da Buckingham Palace. Entrambe rientrarono dopo la mezzanotte.

Il regista inglese Julian Jarrold è noto per aver già diretto Becoming Jane e Ritorno a Brideshead.

Sarah Gadon è attrice feticcio di Cronenberg.

Jack Reynor è un attore irlandese già visto nel Macbeth con Fassbender..

Rupert Everett veste i panni del re Giorgio VI, sovrano del Regno Unito fino al 1952.

Il film è uscito nelle sale inglesi proprio  l’8 maggio 2015, in occasione del 70º anniversario della vittoria inglese nella seconda guerra mondiale.

Citazioni

Nel film, il messaggio alla Nazione pronunciato da Rupert Everett nei panni di Giorgio VI è lo stesso che recita Colin Firth nella pellicola di Tom Hooper Il discorso del re.

“La mamma ha detto di no.” “Che tipo di no?” “ Assolutamente no in nessunissimo caso. La vita che viviamo non è interamente nostra, lo sai.” “Pensa che andrò a finire su qualche copertina tra le braccia di un marinaio ubriaco?” “ Probabile…”

“Cosa c’è di speciale nell’uscire?” “Non lo sapremo mai se non lo facciamo!”

“Caduti in guerra? Caduti è solo un banale eufemismo.”

“Scarpe fatte a mano? Famiglia benestante?” “ Ce la caviamo.”

“Lascia che ti dica che tutta la mia famiglia ha servito in questa guerra.” “ Sandwich, forse.”

“Avete visto mia sorella? È come me, solo più bella!”

“Mi spiace per i soldi, non è una cosa a cui la mia famiglia pensa.” “ La mia ci pensa di continuo, tocca lavorare per vivere.”

“Un soffio di libertà e si sono volatilizzate…”

“Lei sarà anche un capitano, ma io sono una principessa.”“Mi hai mentito tutta la notte solo perché sei una principessa e sai che puoi ottenere tutto quello che vuoi.” “No, io sono stata solo me stessa nella notte più straordinaria della mia vita.” “ Giusto perché tu lo sappia, mia mamma ha finito i tappeti rossi.”

Scheda tecnica

Regno Unito, 2016
Titolo originale: A Royal night out
Regia: Julian Jarrold
Cast: Sarah Gadon, Bel Powley, Jack Reynor, Rupert Everett, Emily Watson

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