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Il mistero del gatto trafitto

by Jean

Il mistero del gatto trafitto

L’ingenuo mammone Clinton vive una rassicurante quotidianità fatta di routine, in una sorta di perenne adolescenza. Vende giocattoli davanti a casa, accudito in tutto e per tutto e completamente dipendente dalla madre, ironicamente consapevole della sua “diversità” tanto da non dare peso a certe sue pretese infantili. Clinton si è adagiato serenamente nella mancanza di autonomia, compensato dal legame profondo con il suo gattone grigio, un anziano certosino di nome Moisey, davanti al quale tutto il resto perde importanza. Si può quindi immaginare lo choc e lo sconforto che prova per la morte improvvisa del piccolo amico, trovato trafitto da una freccia. Il ragazzo non se ne fa una ragione e intende vendicare il povero micio trovando il suo assassino. Inizia così a indagare. D’altronde, diventare un detective è il suo sogno nel cassetto… Per prima cosa assilla lo sceriffo Hoyle che, frequentando la madre, si è meritato tutto il suo disprezzo. Ovviamente, non si accontenta del modus operandi del rappresentante della legge. A lui non interessano le prove o la razionalità, vuole solo scovare il responsabile del delitto che lo ha tanto addolorato per ritrovare un po’ di pace. Conduce quindi le investigazioni  seguendo le ossessioni, ma anche le sue intuizioni, che lo portano a sospettare della bella Greta, una ragazza che vive in un ospizio, in una camera inspiegabilmente tappezzata con le foto del suo Moisey. Ma il motivo, che scoprirà presto, è semplice: il gatto, che la ragazza chiamava Orazio, apparteneva anche a lei. Dopo l’iniziale baruffa, i due padroni del micio assassinato decidono di unire gli sforzi per trovare il colpevole, scoprendo risvolti sorprendenti e cacciandosi in un mare di guai.

I particolari

Il mistero del gatto trafitto è una classica commedia thriller, apparentemente lineare, eppure aggrovigliata come un gomitolo di lana dopo essere stato usato come giocattolo da un micio. A partire dall’iniziale e roteante flash back, la regista Gillian Greene ricama con mano lieve e felice una trama che, tutt’altro che ingenua come potrebbe apparire, si dipana in un vortice un po’ folle, sempre in divenire, sempre sorprendente nei suoi risvolti anche velenosi. C’è ben altro, dietro la morte dell’innocente gattone, un mosaico di cui si scoprono lentamente le tessere e di cui tira le fila Ford, il titolare dei grandi magazzini della città. Nel rimescolare continuo dei fatti, ogni personaggio nasconde e poi palesa una doppia personalità, o subisce una mutazione: la madre accondiscendente esprime una nuova severità, i commessi del centro commerciale, apparentemente collocati tra i cattivi, si scoprono vittime del sistema, Greta oscilla tra la seduttrice poco di buono e la purezza fatta donna, lo stesso protagonista, a mano a mano che ci si dirige verso la fine del film, acquista sicurezza e maturità, anche fisica. Una sapiente sceneggiatura crea un equilibrio ben bilanciato tra antipatie personali e reali colpevolezze, facendo credere fino a un attimo prima della conclusione che tutto potrebbe essere frutto dell’immaginazione di Clinton.

Lui, il fulcro della storia, tenero Peter Pan sognatore, a volte disarmante altre irritante, mosso dall’amore incondizionato per il suo amico a quattro zampe e dalle fissazioni che chiunque, sano di mente, avrebbe abbandonato, si fa benvolere e convince. Grandioso l’attore che ne veste i panni, Fran Krantz, esperto di ruoli bizzarri e sopra le righe (Dollhouse e Quella casa nel bosco). Un giallo disciolto in una Black Comedy folle ma ammaliante, simpatico, spiazzante, a confermare la teoria che anche dietro vicende apparentemente insignificanti può nascondersi un mistero. Si nota la zampata del produttore Sam Raimi, e si ascolta volentieri una colonna sonora che ben accompagna quadri fotografici perfetti, attrazioni amorose e sensuali, vendette commerciali, nonsense, e li amalgama in una ricetta da gustare con piacere, un sorriso e, magari, un bel micio, vivo e vegeto,  sulle ginocchia…

Curiosità

È il primo film diretto da Gillian Green, moglie di Sam Raimi.

Il Mistero del gatto trafitto è stato girato tutto a Los Angeles, tranne una scena realizzata in un famoso locale, l’Avignone’s bar di Montrose, sempre in California.

Si possono enumerare molte citazioni indirette della cinematografia internazionale, nella pellicola, tutte a sottolineare la passione per le storie fantastiche, i gialli e l’investigazione del protagonista. A casa di Clinton infatti, si possono notare i video di Il mago di Oz, Quarto Potere, Testimone d’accusa, La donna che visse due volte, Un’adorabile infedele, I Goonies, Timecop, indagini dal futuro e Vampires. Appesi alle pareti, i poster di L’alibi sotto la neve, Crimine silenzioso, Anatomia di un omicidio, Omicidio a luci rosse, Rapina record a New York.

Scheda tecnica

Stati Uniti, 2014
Titolo originale: Murder of a Cat
Regia: Gillian Greene
Cast: Fran Krantz, Nikki Reed, Greg Kinnear, J.K. Simmons
Durata: 100’

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