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La promessa dell'alba

by Jean

La promessa dell’alba

Mina Owczynska Kacew è una giovane donna di origine ebree, irascibile e tenace, molto amorevole verso il suo unico figlio, Romain, che ha cresciuto da sola. Ha in mente una brillante carriera di romanziere, per lui, malgrado abbia difficoltà a scrivere. Caparbiamente convinta che il ragazzo sia promesso a un destino fuori dal comune, dedica ogni pensiero e azione alla sua causa. Cresciuto in Polonia, sotto la ferrea influenza di questa madre febbrile che lo educa alle vittorie e alle sconfitte della vita, Romain conduce la sua esistenza mettendo perennemente alla prova i suoi limiti, in un mondo esterno e domestico affollato di dame eleganti, anche grazie ai cappelli cuciti per loro da lei. Ma è la Francia, la promessa che deve essere mantenuta. Quando l’antisemitismo inizia a pesare, arriva il momento di fuggire verso la terra desiderata, dove il ragazzo diventerà uomo e completerà gli studi. Dopo il trasferimento a Nizza, Mina finirà per gestire un grazioso hotel in riva al mare, rassegnata a guardare il suo ragazzo partire per Parigi e poi per la guerra, che incombe come i nazisti ai confini. Tra andate e ritorni, tra separazioni e promesse, tra lettere interminabili e carezze infinite, Romain combatterà la sua battaglia per diventare tutto quello che la madre aveva sognato.

I particolari

Quella di Romain Gary (alias Kacev) e della madre Mina (o Nina, nel film…) è la storia vera di un amore folle e incondizionato, raccontata nello splendido romanzo autobiografico La promessa dell’alba, che aveva già ispirato nel 1970 una produzione franco-americana, Promessa all’alba, di Miles Dassin.

Quasi quarant’anni dopo, Eric Barbier dirige questo film appassionante e commovente, che narra gioie e dolori, colpi di scena, passioni e misteri della vita straordinaria di uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo. Dall’infanzia difficile in Polonia, all’adolescenza in Francia, fino alla carriera di aviatore in Africa, durante la guerra, Romain Gary sarà sempre accompagnato dalla presenza di una madre eccentrica e ossessiva, animata fino allo spasimo da un amore senza freni che lo spingerà a raggiungere obbiettivi altissimi ma nello stesso tempo rappresenterà un pesante fardello con cui fare sempre i conti.

In sottofondo, il secondo conflitto mondiale, “fonte di ispirazione” sempre molto apprezzata dal cinema, in particolare se frutto di un adattamento letterario, per di più autobiografico, e ancora di più di un autore fra i più amati del Novecento francese. Nato nel 1914 nell’attuale Vilnius, in Lituania, Romain Gary ha condotto una vita avventurosa in cui ha sperimentato di tutto: la carriera militare, gli aerei, la Resistenza, la diplomazia, e infine la scrittura, la sceneggiatura e la regia, prima della morte, a Parigi, nel 1980. Vinse due volte il più prestigioso riconoscimento letterario francese, il Premio Goncourt, il secondo con lo pseudonimo Emile Ajar, con cui firmò in incognito alcuni romanzi. Pare che il “cognome d’arte” Gary, adottato quando decise di dedicarsi alla letteratura, fosse dovuto al significato di quello originale, Kacew, “macellaio” in yiddish.
Di certo c’è che l’artista si divertì a seminare indizi diversi sul luogo di provenienza suo e della madre.

Ma il film descrive altri periodi, quelli dell’infanzia, dell’adolescenza e della prima età adulta, in cui fu maggiore l’influenza materna. Il ruolo di questa donna sopra le righe è stato affidato a una matura e convincente Charlotte Gainsbourg. L’attrice, figlia del musicista Serge e della cantante Jane Birkin, ha dovuto studiare il polacco perché il suo personaggio, per quanto si esprima in francese, ha un accento molto marcato. A vestire i panni dello scapestrato protagonista è un brillante Pierre Niney, ormai avvezzo ai personaggi realmente esistiti. La sua carriera, infatti, ha preso il volo con l’interpretazione dello stilista Yves Saint Laurent, che gli valse, nel 2015, a soli 26 anni, il premio César come miglior attore. Il più giovane di sempre. La promessa dell’alba è stato girato in quattordici settimane, tra Ungheria, Belgio, Marocco e Italia, precisamente a Bordighera, rinomata Città delle Palme dell’estremo ponente ligure, location scelta per ambientare le scene “pensate” nella vicina Nizza. Accolto piuttosto bene dalla critica francese, quest’opera epica, intima, commovente e piena d’amore eppure ironica al punto giusto, traspone con grazia e rispetto sul grande schermo un romanzo bellissimo. Uscito in patria nel dicembre 2017, ha terminato la sua vita al botteghino con più di un milione di spettatori. Un risultato ottimo, corrispondente a quasi 9 milioni di euro. Il film ha ottenuto quattro nomination ai César 2018, uno dei quali per la Gainsbourg come miglior attrice protagonista.

Scheda tecnica

Titolo originale: La promesse dell’aube
Regia: Eric Barbier
Cast: Charlotte Gainsbourg, Pierre Nine, Didier Bourdon, Jean-Pierre Darroussin, Catherine McCormack
Produzione: Francia – 2017
Durata: 131’

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