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La canzone del mare

by Jean

La canzone del mare

Un ragazzino di dieci anni, Ben, vive su un’isola al largo delle coste irlandesi insieme a suo padre Conor, che lavora come guardiano del faro, e alla sorellina Saoirse, muta dalla nascita e inspiegabilmente attratta dal mare. I due fratellini, molto diversi, sono orfani della mamma, Bronagh, scomparsa il giorno della nascita della bambina, mentre il padre, tenero con loro ma profondamente triste, vive una vita grigia, divisa tra il lavoro e qualche serata al pub, sulla terraferma. L’uomo a volte si mostra severo con la figlia, che ritiene responsabile della perdita dell’amatissima moglie, ma tutto va avanti in sordina, nella loro casa, senza sapere quali e quanti segreti e oggetti magici nasconda. Proprio il ritrovamento da parte di Saoirse di due di questi “doni speciali” della madre, una conchiglia per Ben perché possa sentire la voce delle onde, e un vecchio mantello bianco per lei, cambierà le loro esistenze all’improvviso, dando il via a una serie di avventure straordinarie negli abissi marini, tra foche ed entità fantastiche, e per terra, fino a Dublino e alla verde campagna d’Irlanda.

In quel viaggio, nel giorno del suo sesto compleanno, Saoirse scoprirà di essere una selkie, una leggendaria creatura in grado di trasformarsi in foca, e di avere un compito: aiutare altri esseri fatati a liberarsi dal giogo di Macha, una figura della mitologia irlandese, in questo caso raffigurata come una strega civetta che ruba i sentimenti agli uomini perché non siano causa di sofferenza, ma privandoli delle emozioni li trasforma in pietra. Un viaggio anche pericoloso, in cui Ben metterà a rischio la propria vita per salvare quella della sorellina. Cercherà di aiutarli la nonna paterna, una donna di città concreta e battagliera che però può ben poco contro il generale risvegliarsi delle creature magiche, in attesa da tempo del ritorno della selkie: è infatti lei, ora che è riapparsa con il suo canto, a poterli liberare dal sortilegio della strega.

I particolari

Candidato al premio per il miglior film d’animazione agli Oscar 2015, La canzone del mare è una coproduzione internazionale, ma racconta una storia profondamente legata alle tradizioni popolari irlandesi. Già dai primi fotogrammi si intuisce il peso che ha nella narrazione la dimensione magica e mitologica, quella in cui umani, semi-umani, folletti e divinità possono incontrarsi, amarsi e condizionare le vite degli altri. Un magnifico modo, come l’ironia di cui è pervaso il racconto, per rendere più lieve una vicenda potenzialmente amara. Non solo. Il regista nordirlandese Tomm Moore, già autore dello splendido The Secret of Kells, convinto che i film per bambini debbano essere mezzo di insegnamento oltre che di divertimento, mette in scena i più profondi sentimenti umani: la nostalgia, la complessità dell’amore fraterno (un legame rappresentato simbolicamente dal filo di un guinzaglio), il dolore per la perdita di una persona cara, la rimozione delle emozioni negative che ci trasforma in esseri privi di autenticità. Statue di pietra, come gli uomini cui la strega Macha ruba le emozioni, convinta in buona fede di sottrarli alla sofferenza.

Con un’incantevole alternanza di semplicità nel tratto deciso che disegna i personaggi e di raffinata tecnica con tocchi naif nella pittura dei paesaggi, Moore e il suo eccellente team, regalano agli spettatori un mondo parallelo dove tutto è possibile. Accanto alla realtà di un mare sempre in movimento, di verdissime campagne e pittoresche cittadine, esiste l’universo magico delle creature incantate, sotterraneo e subacqueo. È qui che si perdono e ritrovano Ben e Saoirse, incontrando folletti, streghe divinità, in un gioco scenografico di luci, ombre, arabeschi e grafismi. Ognuno si rispecchia nel proprio doppio: la silenziosa Saoirse istintivamente coraggiosa ha il proprio contraltare nel fratello chiacchierone e un po’ fifone, il padre che non si allontana mai dal mare ha il suo alterego nello scoglio che imprigiona il gigante Mac Lir, la strega Macha ama il figlio imprigionato come la nonna ama Conor.

Ci penserà il finale, a riportare le cose nel giusto ordine, e a far riflettere i bambini di ogni età sul potere curativo delle emozioni, e sull’importanza della solidarietà, della generosità e della purezza.

Scheda tecnica

Titolo originale: Song of the sea
Genere: animazione
Regia: Tomm Moore.
Produzione: Irlanda, Lussemburgo, Francia, Danimarca, Belgio – 2014
Durata: 93

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