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In viaggio con Jaqueline

by Jean

In viaggio con Jacqueline

Fatah è un contadino che vive con la moglie e due figlie in un piccolo villaggio dell’Algeria. La sua grande passione è l’unica mucca che ha: Jacqueline. Una passione così esclusiva da rendere perfino gelosa la moglie. Da anni chiede di poter concorrere con lei al Salone dell’Agricoltura di Parigi e finalmente la sua costanza viene premiata. Messi insieme, con l’aiuto dei compaesani, i soldi necessari per la traversata e la sussistenza, Fatah e Jacqueline partono. L’idea è quella, una volta sbarcati a Marsiglia, di raggiungere Parigi a piedi. Il viaggio ha inizio. E proseguirà tra mille avventure fino alla destinazione tanto desiderata…

I particolari

Più di 700 chilometri a piedi, tre uomini, una mucca e un sogno da realizzare sono gli ingredienti di una commedia originale, ironica ed emozionante che insegna, tra un sorriso e un muggito, come il pregiudizio sia sempre un errore… e soprattutto come sia bello riscoprire valori che nella società attuale appaiono antichi come la solidarietà, la bellezza della natura, la grazia di un racconto nella sua umanità un po’ naïf e forse proprio per questo così preziosa.
Il cinema francese ha nella propria storia di prodotti di “ampio target” un film che molti ricordano per le risate ma anche per la commozione: La vacca e il prigioniero di Henri Verneuil, in cui Fernandel interpretava il ruolo di un francese prigioniero dei tedeschi che fuggiva portandosi dietro una mucca. Il regista lo cita esplicitamente, dichiarando così la sua linea narrativa. Sarebbe infatti facile liquidare In viaggio con Jacqueline con la ormai onnicomprensiva e superficiale definizione di ‘buonista’. Perché Fatah in Francia si imbatte sempre in sconosciuti disposti ad aiutarlo nel suo percorso verso Parigi (polizia a parte) mentre chi lo tratta male al suo arrivo è il cognato che, ben sistemato, non vuole averlo tra i piedi. Non è certo una Francia razzista o intransigente quella che si trova davanti, neppure quando i media iniziano ad occuparsi di lui, novello Forrest Gump che però una meta ce l’ha…
Il film non risparmia ironie su una “certa” mentalità algerina (ad esempio i maschi che occhieggiano su Internet femmine appetibili mentre tengono sotto stretto controllo le “loro” donne) ma ciò che lo rende originale è proprio il clima di festa giocosa, anche se costellata di equivoci e incidenti, che induce lo spettatore, che non sia già schierato, a riflettere sul fatto che generalizzare è sempre e comunque sbagliato. Fatah ha un sogno, come ce l’hanno tanti di coloro che cercano di raggiungere l’Europa, che pure non è esente da problemi (e la protesta degli agricoltori è lì a testimoniarlo) ma non sarà certo demonizzando tutto il mondo musulmano che si sconfiggerà l’Isis. Fatah e la sua Jacqueline, deliziosi protagonisti di questa tenera commedia multietnica, ce lo ricordano con un sorriso e un muggito, regalando un’isola rigenerante e benefica nel mare magnum della banalità.
Un’opera consigliabile, dunque, anche per le belle prove d’attore dei suoi protagonisti, simpatici e accattivanti, non ultima la dolce mucca dal tenero sguardo, diretti con armonia lucida ed equilibrata. Difficile non tifare per il gracile protagonista, una sorta di Capannelle francese interpretato con straordinaria umanità da Fatsa Bouyamed, divertente il cognato bizzoso di cui veste i panni il più famoso comico franco-magrebino, Jamel Debouzze, molto convincente il nobile decaduto e depresso, un empatico Lambert Wilson. Tre grandi carature d’attore e tre stili diversi ma che insieme si fondono con impareggiabile maestria, aggiungendo brio a questa avventura divertente e fiabesca, piena di ottimismo e buoni sentimenti.
Amante della commedia all’italiana, come si nota nella scrittura a quattro mani di una lettera che rimanda a Totò e Peppino, Hamidi non propone niente di nuovo o di sconvolgente, ma una sana pausa per ricaricare la speranza candida, ma mai troppo distante dal cuore, di una vita condivisa senza reticenze con chi respira insieme a noi l’aria, troppo spesso cinica e malsana, di questo nostro pianeta.

Scheda tecnica

Regia: Mohamed Hamidi
Cast: Fatsah Bouyamed, Lamben Wilson, Jamel Debbouze
Produzione: Francia/Marocco, 2017
Titolo originale: La vache
Durata: 92’

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