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il premio

by Jean

Il premio

Giovanni Passamonte è un uomo anaffettivo, cinico ed egocentrico, anziano quasi inconsapevolmente, con alle spalle una vita esagerata: molte mogli e molti rampolli, sparsi in ogni angolo del mondo, mentre nel frattempo scriveva altrettanti bestseller internazionali. Quando gli comunicano che ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura, poiché ha il terrore di prendere l’aereo, decide di raggiungere Stoccolma in auto, insieme al suo assistente e factotum Rinaldo, che lavora per lui e gli è amico da tempo immemorabile. Al lungo viaggio partecipano, volenti o nolenti, anche due degli innumerevoli figli: il maggiore, Oreste, personal trainer vittima di una moglie che lo comanda a bacchetta, e Lucrezia, giovane e superficiale blogger di successo. Oreste, che per tutta la vita ha cercato orgogliosamente di sottrarsi alla personalità ingombrante del padre, e soprattutto al suo potere economico, si trova ad avere assoluta necessità del suo aiuto, e questi lo ricatta promettendogli, se lo accompagnerà, i 15.000 euro che gli mancano per aprire una palestra tutta sua. Lucrezia, avida di popolarità e “like”, si è unita al gruppo solo dopo il consenso paterno di riprendere il viaggio e pubblicarlo in rete. I fratellastri, molto diversi come carattere e formazione, non si sopportano e non lo nascondono. Quanto a Rinaldo, nasconde un segreto e il ricordo di un grande amore perduto, e non si capisce se sia vero affetto o una sorta di dipendenza emotiva a legarlo al dispotico amico – datore di lavoro. Con questi presupposti, e altri problemi che emergono a mano a mano che i chilometri si accumulano – inseguendo i capricci e le memorie di Giovanni – la strada da Roma a Stoccolma si trasformerà in un percorso denso di imprevisti, sorprese, rivelazioni dal passato e piccoli e grandi drammi che cambieranno le vite e i sentimenti di ognuno dei protagonisti.

I particolari

Alla seconda regia di un lungometraggio, dopo Razzabastarda, Alessandro Gassmann decide di affrontare di petto quello che dev’essere stato uno dei tormentoni della sua esistenza: il rapporto con un padre ingombrante il cui talento e la cui notorietà tendono a schiacciare involontariamente quelli dei propri figli.
In questo caso, la progenie di Giovanni Passamonte cerca di definire la propria identità per contrasto (Oreste) o per sudditanza intellettuale (Lucrezia). Ma ciò che identifica il patriarca è una compulsione alla verità, una brutale franchezza verso i figli che pare tesa a stigmatizzare la loro mediocrità, da perdenti conclamati.
I difficili rapporti generazionali si evidenziano anche nel legame tra Oreste e il figlio Andrea, a sua volta fuggito da una situazione familiare insostenibile per seguire altrove i propri sogni.
La situazione raccontata nel film segue la traccia che fu già ispiratrice del capolavoro di Bergman Il posto delle fragole (scherzosamente citato in una battuta) e poi di Fabio Carpi con Nobel. Gassmann, con i suoi co-sceneggiatori Massimiliano Bruno e Walter Lupo, la trasforma più semplicemente in una piacevole commedia dal retrogusto amaro, in cui non si rinuncia a un lato oscuro, tanto che la scena madre, preludio al finale, si ispira ai drammi scandinavi alla Festen, del danese Thomas Vinterberg, più che alla tradizione italiana. A volte la musica pop spalmata lungo il film, probabilmente per esigenze della produzione, toglie spessore alla narrazione, ma Gassman riesce a riequilibrare il tutto con gli splendidi brani originali del rock nordico di Matilda De Angelis, che interpreta un’iconica cantante italoislandese seguace di Björk. Così come pare aver individuato la giusta via, fluida e originale, verso la completezza registica, ad esempio nelle scene girate a bordo dell’automobile, normalmente molto difficili da rendere interessanti, e quelle gioiosamente libere nel quartiere alternativo di Copenhagen, Christiania.
Nei panni di Giovanni c’è uno straordinario Gigi Proietti, che giganteggia sul film esattamente come il suo personaggio giganteggia sulla trama, perfetto nel ritratto di un uomo carismatico e innamorato solo di stesso, che ha girato il mondo e non si è negato alcuna esperienza ma ha esaurito l’ispirazione e la voglia di vivere. La sua bravura si estrinseca nella capacità di recitare con misura, dove sarebbe estremamente facile esagerare. E Alessandro Gassman, che lo ha voluto con ragione nel ruolo di protagonista, restituendogli un meritato posto tra i mattatori dopo un lungo e avaro periodo di simpatici camei, gli lascia con generosità il centro della scena, esponendo con coraggio, nei panni di Oreste, la propria fragilità di figlio gravato dalla geniale e carismatica figura paterna.
Decisamente apprezzabile anche la prova di Anna Foglietta – Lucrezia, acida e sola eroina della vacuità dei nostri tempi, blogger intelligente e insicura, con ambizioni da scrittrice, ma ideali piccoli ed egoistici.
Rocco Papaleo dipinge il personaggio del segretario fedele e dal linguaggio forbito, deferente come un maggiordomo ma capace di mandare al diavolo il “Maestro” col diritto di un vecchio amico che ne ha viste di tutti i colori.
Una bella sorpresa la riscoperta della veterana Erika Blanc, nel ruolo di una ex diva auto reclusa e tragicamente pittoresca, alla Norma Desmond del Viale del tramonto di Billy Wilder. Molto bravo anche Marco Zitelli, noto nel mondo musicale come Wrongonyou, che incarna con grande dolcezza il figlio di Oreste, il visual dj Andrea.
Oltre al notevole ed affiatato cast, tra le note positive del film si evidenzia la splendida fotografia, che ritrae luoghi incantevoli nel lungo itinerario tra Italia, Austria, Germania, Danimarca e Svezia.
Il viaggio è stato realizzato con il contributo di Lazio Innova e IDM – Film Fund & Commission dell’Alto Adige ed è stato candidato al Nastro d’Argento 2018 per la miglior attrice non protagonista (Anna Foglietta) e il miglior brano originale (Proof).
Una frase tra tutte, da citare, quella più esemplificativa del film, la pronuncia Giovanni Passamonte – Gigi Proietti: “Un uomo che cade offre la possibilità di tendergli una mano”.

Scheda tecnica

Regia: Alessandro Gassmann
Cast: Alessandro Gassmann, Gigi Proietti, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Matilda De Angelis, Erika Blanc
Produzione: Italia, 2017
Durata: 100’

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