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D'Annunzio aviatore

by Jean

D’Annunzio aviatore

Scrittore, poeta, soldato, statista, esteta, Gabriele d’Annunzio interpreta, forse meglio di qualunque contemporaneo, il ruolo di protagonista dell’Italia dagli anni Ottanta dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento. In un tempo di sconvolgimenti politici, bellici e sociali, d’Annunzio fece della sua intera esistenza una manifestazione del ‘vivere inimitabile’ e fra le sue intuizioni sta la scoperta delle potenzialità dei nuovi mezzi di trasporto come l’automobile e l’aeroplano.

Fin dai primi e incerti esperimenti compiuti in Italia, il volo rappresentò per d’Annunzio un potente mezzo espressivo: per le valenze artistiche — in quanto massima esperienza di movimento nello spazio — e per le implicazioni più concrete sulla vita e sulla storia.
Nel settembre del 1909 fu disputato il primo circuito aereo internazionale in Italia, a Brescia, con la partecipazione di Blériot e di Glenn Curtiss (già vincitore di una record mondiale di velocità a Reims, il 22 agosto dello stesso anno). Erano presenti due scrittori: Kafka e D’Annunzio, che si sarebbe in quei giorni innamorato dell’aviazione per non guarirne più. Fece il suo primo volo proprio con Curtiss l’11 settembre e il ricordo di questa esperienza è vivo nel suo romanzo Forse che sì, forse che no:

“Il cielo incurvato sulla pianura fu un immenso stadio azzurro, chiuso dalle nubi, dai monti, dai boschi…”

E nelle righe che scrisse per commemorare questo avvenimento: “È una cosa divina e inesprimibile. Il momento in cui si lascia la terra è di una dolcezza infinita”, commentò dopo il primo volo, atterrando sul campo di Montichiari (Brescia).

Durante la Grande Guerra, d’Annunzio è interprete privilegiato della riscoperta del gesto individuale attraverso imprese aviatorie e navali in grado di trasmettere messaggi simbolici forti e pervasivi. Le imprese nel corso del primo conflitto mondiale sono tali da valergli la fama di ‘poeta aviatore’, anche se è vero che egli non fu mai pilota e dovette sempre affidare a uomini di fiducia i comandi di volo. Ed è per noi un onore, oltre che un piacere, commemorare un personaggio importante della nostra cultura e della nostra storia in occasione delle celebrazioni che si svolgono in tutta Italia per ricordare la Prima Guerra Mondiale con un filmato sul ‘Poeta Soldato’ come si definì lui stesso.
Il documentario è stato realizzato con materiale storico proveniente dall’Istituto Luce, dall’ Archivio Storico dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana, dal Vittoriale degli italiani, dal museo Gianni Caproni di Trento e dalla Casa D’Annunzio di Pescara.
D’Annunzio aviatore ospita interventi, interviste e testimonianze di Annamaria Andreoli e della contessa Maria Fede Caproni, figlia di Giovanni Battista Caproni — detto Gianni — l’ingegnere che durante la prima guerra mondiale costruiva gli aerei più potenti del mondo, in un momento in cui l’aviazione era ancora in uno stato embrionale. In quell’azienda lavorò anche Ugo, il figlio di D’Annunzio.

Ma in quegli anni, insieme a Caproni, l’aviazione era dominata anche dagli aerei costruiti dall’abruzzese Pomilio.
“D’Annunzio — commenta Annamaria Andreoli, presidente del Vittoriale degli italiani di Gardone Riviera — non è stato un poeta sedentario ma ha amato lo sport, tra cui anche l’aviazione. E quando ormai l’Ottocento stava per spirare, il poeta ha guardato al nuovo secolo cogliendone il suo sviluppo. Ecco perché D’Annunzio è il poeta della modernità in tutte le sue forme”.
Affascinato dalla nuova macchina, D’Annunzio colse subito l’importanza del nuovo mezzo, seguì con entusiasmo e curiosità le imprese aviatorie e ne trasferì sensazioni ed emozioni nelle sue opere.
Poi la Grande Guerra, i voli su Trieste e Trento e l’azione provocatoria su Vienna, in cui il Vate percorse la distanza di mille chilometri inondando la città di volantini italiani, consacrarono il D’Annunzio aviatore.

Il 23 febbraio 1916 un brusco atterraggio lo rese cieco dell’occhio destro ma le sue azioni aviatorie si susseguirono ininterrottamente su Pola, Cattaro fino alla straordinaria impresa di Vienna.
Quello sulla capitale austriaca fu un difficilissimo raid aereo, per i velivoli di allora, di oltre mille chilometri, di cui 800 su territorio nemico: Vienna fu inondata di volantini italiani. Fu solo un volo dimostrativo e di sfida. Ma fu una beffa atroce per gli austriaci. Per le sue imprese gli furono tributati diversi riconoscimenti e la medaglia d’oro al valor militare.
Grande fu il contributo che D’Annunzio dette allo sviluppo della nascente aviazione e giustamente il suo nome è associato ai grandi aviatori del tempo: il celebre Leone di San Marco, emblema dell’87ª squadriglia chiamata La Serenissima che compì proprio il raid su Vienna, è uno dei quattro distintivi che costituiscono lo stemma araldico dell’Aeronautica militare italiana.

D’Annunzio, anche in questo caso, dimostra la sua propensione alle tecnologie, nonostante fosse uno dei più grandi intellettuali della sua epoca aveva una tensione alla novità, al futuro, che da troppi anni l’intellighenzia italiana ha dimenticato.

Una piccola curiosità: il termine ‘velivolo’ che ancora oggi viene usato parlando di aeroplani fu una parola nuova coniata proprio da Gabriele D’Annunzio.

Stefano Falco

Il regista di questo documentario, nasce a Pescara il 18 luglio 1964. Nel 1993 si laurea in Economia e Commercio c/o la Università degli Studi ‘G. D’Annunzio’ di Chieti.
Nel 1994 costituisce la Multimedia Abruzzo s.a.s. che ottiene l’iscrizione come Società Fornitrice Nazionale Rai con la quale collabora per programmi nazionali e regionali.
Nel 1995 stipula una convenzione con la Università degli Studi ‘G. D’Annunzio’ di Chieti per la progettazione e realizzazione i videocorsi audiovisivi e multimediali.
Nel 1996 elabora un progetto denominato ‘Multimedia Abruzzo’ approvato e finanziato dalla Regione Abruzzo, per servizi alle imprese ed agli Enti Pubblici utilizzando i sistemi di comunicazione multimediali.
Nel 1997 consegue l’EMM (Euro Multimedia Master), Master in gestione di impresa Audiovisiva, promosso da Anica — Rai — Fininvest — Fondo Europeo Media.
Nel 1997 partecipa ad un corso di riqualificazione per sceneggiatori organizzato nell’ambito del programma di riqualificazione RAI Radiotelevisione Italiana e svoltosi a Roma presso l’ANICA dal 23 settembre 1996 al 7 febbraio 1997, ad un corso di Marketing dei Prodotti audiovisivi diretto dal Dott. Alberto Pasquale della Warner Bros Italia indetto dalla Associazione M.A.G.I.C.A. e ad un seminario dell’Anica sulla ‘Identificazione del mercato e del pubblico’ nel settore audiovisivo.
Tra il 1992 e il 2014 realizza tra gli altri i documentari: Histonium, L’Oasi di Serranella, Abruzzo dolce Natale, Marinai d’Abruzzo — la pesca a strascico, La caccia in Abruzzo, Accadde una notte — Sting a Pescara, Il Monito di Marcinelle (Premio Cesena 1996), La via della neve, Provincia di Pescara 70 anni, Visioni d’autore (Premio Varese 1998), I colori dell’Adriatico, Un gesto d’amore, Il Mistero del Volto Santo (Premio Troisi 2001), La storia continua, Ignazio Silone, dalla parte dell’uomo, La montagna sacra, Il martirio di Pescara, Pescara, le immagini nella storia, D’Annunzio aviatore” …e molti altri.
Nel 2009 coordina il progetto della Regione Abruzzo “Le Immagini nella memoria” rivolto alla salvaguardia del patrimonio audiovisivo abruzzese e alla tenuta di archivi multimediali.
Nel 2010 Il Museo Multimediale Scrittura e Immagine di Pescara dedica una sezione personale alla documentaristica di Stefano Falco.
2011 comunicazione e organizzazione Premio Giornalistico Pietro Di Donato sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Dal 2010 al 2013 esegue numerose collaborazioni in progetti del MIUR Abruzzo nella organizzazione di incontri, convegni, premi, iniziative didattiche e campagne di informazione rivolte agli alunni di scuole elementari, medie e superiori nell’ambito di progetti europei.
Dal 2010 al 2013 produce il format televisivo Tastes of Italy insieme alla Società Tastes of The World in programmazione su emittenti internazionali.
Nel 2013 realizza un  serie filmati per il progetto WIDE — Innovation in MED nell’ambito del progetto MED dedicato all’internazionalizzazione delle imprese marchigiane.
Nel 2014, nell’ambito del progetto Light On del programma UE sui diritti fondamentali, si occupa della realizzazione di video contro i comportamenti di normalizzazione di razzismo e xenofobia.
Nel 2014 realizza filmati di divulgazione e promozionali nell’ambito del progetto Travel Smart See More.
Dal 2014 al 2015 realizza, per 28 puntate della rubrica Il Settimanale del TGR Abruzzo, le riprese aeree con drone delle principali località turistiche abruzzesi.

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