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bobby

by Jean

Bobby

“Che cosa succederebbe se l’integralismo religioso in Tunisia arrivasse al punto di proibire la presenza di cani — animali impuri — nelle case?” Si chiede il giovane regista tunisino, alla sua seconda prova dietro la macchina da presa, che confessa “io sono cresciuto circondato dai cani, non potrei sopportarlo”.
E sono proprio un piccolo amico a quattro zampe e un bambino i protagonisti di questa storia.
Compiuti otto anni, Fares ha il permesso di andare a scuola da solo.
Sulla strada incontra un simpatico cagnolino randagio che comincia a chiamare Bobby. È l’inizio di una grande Amicizia. Con la complicità della mamma, Fares si prende cura di Bobby contro il volere del padre, fervente musulmano, che rifiuta i cani in quanto creature impure.
Cortometraggio del tunisino Bobby di Mehdi M. Bersaoui, un regista semiesordiente, ormai pienamente integrato nel nostro Paese dove vive. Il racconto è la metafora dell’intolleranza vista attraverso l’amicizia di un bambino e di un cane e la cui vicenda scaturisce dal rifiuto del padre di avere un animale impuro in casa.
Al di là della questione che dipende dall’amore più o meno profondo per i nostri amici animali, il cortometraggio è una piccola opera d’arte. La cinepresa si muove dentro la bolla che circonda il giovanissimo protagonista e in cui solo chi gli è complice può entrare per intero (nelle prime scene i genitori appaiono solo nella parte bassa del corpo, come nei cartoni di Tom e Jerry).
Il film è anche una critica più o meno sottile all’ondata islamista post-rivoluzionara ben esplicitata dalla scena in cui il padre guarda in televisione un programma religioso in cui un predicatore attacca cartoni animati come Topolino e Tom e Jerry (per l’appunto) invocando la morte di questi personaggi.
Una qualche speranza di un mutamento delle idee accompagna il finale del film.

Mehdi M. Barsaoui

Mehdi nasce nel 1978. Nel 2006 si diploma in montaggio cinematografico all’Institut Supérieur des Arts Multimédias (Isamm) di Tunisi.
Successivamente, grazie a una borsa di studio italiana, si specializza presso il DAMS di Bologna. Il suo primo cortometraggio, À ma place, è stato presentato nel 2010 in molti festival di cinema internazionali.
Qui di seguito, un’intervista in cui il regista spiega come è nata l’idea di questo ‘corto’, vincitore, tra gli altri, del Grifone d’Oro per il Miglior Cortometraggio nella Categoria Elements +6 del prestigioso Giffoni Film Festival edizione 2013: “L’idea del film è nata nell’aprile 2011. Passavo le mie giornate davanti al computer seguendo l’attualità del nostro paese (la Tunisia) sconvolto dalla rivoluzione. Mi sono soffermato su un articolo che un amico aveva pubblicato su facebook dal titolo Un progetto di legge per interdire i cani in Iran. Ero scioccato. Io che da sempre sono abituato a vivere in compagnia di un cane fui scandalizzato di fronte a questa intolleranza che fa dell’Iran un paese islamista dove la Sharia è la sola fonte del diritto, e che ora vorrebbe interdire i cani dai luoghi pubblici a causa della loro ‘impurità’. E se un giorno i cani fossero interdetti?” L’idea del film era nata.

Scheda tecnica

  • Tunisia, 2012, 18 min
  • Regia e sceneggiatura Mehdi M. Barsaoui
  • Cast Aleeddine Ben, Hamza, Jamel Sassi, Chekra Rammeh
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