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Africa United

by Jean

Africa United

Il mondiale di calcio è stato un grande evento sportivo, mediatico e politico, che ha travolto e infiammato il continente africano, coinvolgendo ovviamente anche il cinema, di finzione e non. Pochi mesi dopo la fine del mondiale, il film della regista esordiente inglese Debs Gardner-Paterson, Africa United  ha conconquistato il pubblico dell’ultimo festival di Toronto, tanto che la proiezione si è conclusa con una standing ovation. Un bel successo, per questa coproduzione anglorwandese, che racconta la storia di cinque bambini e dei loro sogni, girato tra Rwanda, Sudafrica e Burundi. Un paese, quest’ultimo, praticamente ignorato fino a questo momento dall’industria cinematografica. .

Africa United inizia in Rwanda, dove la madre della regista è cresciuta. Dudu, un bambino orfano dell’aids, prepara un pallone con un preservativo, una busta di plastica e uno spago. Fabrice, una promessa del calcio appartenente alla classe media, è amico di Dudu e della sua sorellina Beatrice che sogna di diventare un medico. Un giorno Fabrice è notato da un talent scout in cerca di giovani calciatori per rappresentare l’Africa alla cerimonia inaugurale dei mondiali a Johannesburg. Il talent scout gli dice di presentarsi per un’audizione a Kigali, la capitala rwuandese. Dudu e Beatrice decidono di partire con Fabrice alla volta del Sudafrica e del sogno della World Cup, ma salgono sull’autobus sbagliato e non arrivano a Kigali: da questo momento inizia la loro avventura attraverso l’Africa. Un viaggio lungo e affascinante che li porterà ad ampliare il loro team con l’aggiunta di altri due membri, Celeste, una giovane prostituta, e George, un ex bambino soldato scappato dalla Repubblica Democratica del Congo.

I particolari

Africa United, che è il nome scelto dai ragazzi per la loro squadra, è un road movie nel quale elementi fiabeschi si mescolano all’estremo realismo di alcune situazioni e non a caso l’avventura dei bambini viene riletta e poi raccontata da Dudu alla sorellina Beatrice e a tutti i loro amici: una storia nella storia che la Gardner-Paterson ha scelto di mettere in scena con una tecnica d’animazione che aiutasse lo spettatore ad identificarsi con lo sguardo di Dudu sul mondo. I cinque protagonisti rappresentano ognuno l’archetipo di un aspetto o di un problema che caratterizzano il continente africano, ancora difficile da decifrare e in continua evoluzione: Dudu e la piccola Beatrice incarnano il dramma dell’HIV, Celeste rappresenta la piaga della prostituzione minorile, George è l’esempio di un’altra realtà violenta, quella dei bambini soldato e infine c’è Fabrice che sogna di diventare calciatore e che viene da una famiglia agiata, può studiare e possiede un cellulare.

Dudu, Fabrice, Beatrice, George e Celeste attraversano sette paesi africani e compiono un viaggio quasi impossibile, durante il quale superano ostacoli, si scontrano con il mondo corrotto degli adulti, si dividono, imparano a conoscersi e uniscono le loro speranze allo scopo di realizzare un sogno. Africa United è una fiaba nella quale gli orchi e i draghi sono rappresentati dal mondo degli adulti mentre i bambini rappresentano la speranza per un futuro migliore. Una soluzione didascalica che riesce comunque a coinvolgere e commuovere anche grazie all’interpretazione dei piccoli attori non professionisti e in particolare al volto espressivo e accattivante del giovanissimo Eriya Ndayambaje che interpreta Dudu.

Scheda tecnica

Gran Bretagna- Rwanda, 2010
Titolo originale: The World Cup
Regia: Deborah ’Debs’ Gardner-Paterson
Cast: Emmanuel Jal, Eriya Ndayambaje, Roger Nsengiyumva, Sanyu Joanita Kintu, Sherrie Silver
Durata: 88’

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