Sing Street

Sono gli anni Ottanta, e ci troviamo a Dublino. Per il teenager Conor “Cosmo” Lalor la vita non è rose e fiori. Sono tanti e diversi i problemi con cui si ritrova a fare i conti, soprattutto gli scontri tra i genitori in odore di divorzio e le difficoltà economiche, causa di sgraditi cambiamenti. Come la scuola pubblica di matrice rigidamente cattolica in cui è costretto a trasferirsi, dall’esclusivo liceo privato che i suoi non possono più permettersi. Vi si trova male da subito, scontrandosi col bullismo dei compagni e l’ostilità dei professori, che non condividono la sua visione del mondo. Tutto cambia quando conosce la bella Raphina, aspirante modella più grande di lui. Il desiderio di conquistarla lo porta a fingersi membro di un gruppo pop, per poterla invitare a far parte del video di una band che non esiste ancora… In effetti il ragazzo è musicalmente dotato, ma fino a quel momento suonare la chitarra era solo un mezzo per non sentire le liti dei genitori. La nuova, forte motivazione della rivalsa e la paura di sfigurare con la ragazza che gli ha fatto girare la testa, lo spingono a formare davvero una street band con gli amici, appassionati di musica ma sprovveduti tecnicamente. Così, per amore, scatta la passione. E il riscatto da una vita amara, che si può riprendere in mano per cambiarla, anche con l’affettuoso supporto del fratellone “filosofo” Brendan, grande estimatore del rock.

I particolari

Amore, vita e musica sono gli ingredienti di un film impossibile da guardare senza sorridere: di tenerezza, nostalgia, complicità e puro divertimento. Un gradito ritorno per il regista del toccante e pluripremiato Once e del romantico Tutto può cambiare, il dublinese John Carney, che qui descrive con dolcezza e malinconia l’amata ma amara terra d’origine e un mondo che gli è molto familiare, per la storia personale e i trascorsi da musicista. Facile immaginare che la chitarra di Conor “Cosmo” assomigli al basso che suonava nella band The Frame, all’inizio degli anni Novanta. Il periodo in cui si colloca la storia coincide con il successo mondiale del pop britannico, quando Londra rappresentava il sogno per i giovani irlandesi, immersi in un’atmosfera decadente e immaginifica che il sound del tempo ben rappresentava. Happysad, come nel film viene definito il gruppo storico The Cure…

In questo lavoro pregevole, punto fermo nel genere teen-musical-romance-dramedy, si coglie un magico equilibrio tra leggerezza e profondità.

Rielaborando il proprio vissuto e la profonda tradizione anglosassone del romanzo di formazione, Carney riesce nel piccolo grande miracolo di comporre un ensemble divertente ed intelligente, ricco di trovate musicali-narrative che fanno il verso a band di culto dell’epoca: sonorità e look che i giovani protagonisti si cuciono addosso, prima di seguire la loro originalità di simpatici e ingenui teenager, che hanno trovato nella strada una palestra umana ed educativa. Non a caso il gruppo da loro creato si chiama Sing Street (che si ricollega anche al nome della scuola cristiana Synge Street, frequentata nella finzione filmica da Conor e, nella realtà, molti anni prima, dal regista… ).

“I’m a futurist” si ostina a ripetere Conor, ignaro delle connotazioni culturali che si attribuisce ma effettivamente proiettato con i suoi amici verso un futuro oltre e altrove, lontano dalle difficoltà che incatenano le famiglie d’origine. Sing Street scorre nel suo tempo come meglio non potrebbe: mostrando sincere ribellioni, amori acerbi, speranze intatte e sogni folli, naviga sicuro e delicato attraverso le turbolente acque dell’adolescenza. Il riscatto arriva attraverso l’impegno nel creare qualcosa che valga, anche attraverso esibizioni, canzoni e videoclip. Per Conor significa soprattutto la decisone di lasciare finalmente la città natia per Londra, dove tentare seriamente di intraprendere la carriera di musicista, accanto alla sua amata Musa. E mentre le vicende più lievi si snodano, in sottofondo si delineano temi socialmente importanti, come la disoccupazione e la conseguente necessità di emigrare, oltre a un certo oscurantismo clericale che si evidenzia nei criteri educativi e nell’impossibilità legale di divorziare.

Lodevole il cast di giovani attori, più o meno conosciuti, che contribuiscono a rendere questo film un piccolo gioiello, per certi versi paragonabile allo splendido Billy Elliott di Stephen Daldry. Particolarmente efficace il protagonista, l’esordiente Ferdia Walsh-Peelo.

Curiosità

Le canzoni originali sono curate dallo stesso John Carney, e da Gary Clark, cantautore scozzese che negli anni Ottanta scrisse brani come Mary’s Prayer, una delle hit più amate del decennio in Inghilterra e Irlanda. Della colonna sonora fanno parte brani iconici dei migliori gruppi musicali dell’epoca, come The Cure, A-Ha, Duran Duran, The Clash, Hall & Oates, Motorhead, Joe Jackson, Spandau Ballet, Adam Levine e The Jam, raccolti in un album pubblicato dalla Decca.

Il film, come il precedente Tutto può cambiare, è dedicato al fratello di Carney, Jim, scomparso nel 2013, a cui è ispirata la figura del fratello maggiore del protagonista.

Al termine delle riprese di Tutto può cambiare, Carney è andato nello studio dublinese del produttore musicale Kieran Lynch per parlare di Sing Street. Lynch ha ingaggiato il tastierista Graham Hendrson, il batterista Karl Papenfus e il fratello chitarrista Ken Papenfus, con cui Carney, alla chitarra, e l’amico bassista Eamonn Griffin, si trovavano una volta a settimana per lavorare alla colonna sonora.

Walsh-Peelo è stato scelto tra cento candidati per la sua “assurda sicurezza personale” e un’innata ilarità, oltre che per i precoci studi da soprano alla Wexford Opera House, un tour con la Opera Theatre Company per Il Flauto Magico e la bravura nel suonare il pianoforte. Anche gli altri protagonisti del film hanno avuto esperienze musicali: la controparte di Cosmo, Eamon, Mark McKenna, è nella realtà uno studente del college musicale BIMM a Dublino, e figlio di un musicista; Ben Carolan, il piccolo Darren, a otto anni ha partecipato al programma televisivo inglese The Late Late Toy Show, per poi recitare a teatro in produzioni di Paddington Bear e Oliver Twist; Conor Hamilton, ovvero Larry, aveva già un nutrito pubblico sul suo canale YouTube; Percy Chamburuka, l’interprete di Ngig, è un aspirante rapper, membro della band ProFound.

Per tutta la durata delle riprese, Carney ha affittato una sala prove a Dublino per far esercitare i ragazzi. Per far sì che tutto risultasse verosimile, Carney e Clark li hanno incoraggiati suonare male, come un gruppo di teenager alle prime armi, dimenticando di essere i migliori musicisti da studio d’Irlanda. Soprattutto nella parte iniziale della sceneggiatura, la cover di Rio dei Duran Duran doveva essere brutta. Quindi, l’estrema bravura dei musicisti è stata quella di sembrare esecutori sprovveduti, imprecisi, stonati e fuori sync.

Tra gli artisti che lo hanno ispirato nella scrittura della sceneggiatura, il regista ha citato Frankie Goes To Hollywood, Level 42, Joy Division, The Cure, David Sylvian, Japan, That Sounds Like This, Gang of Four e altri gruppi inglesi che vedeva nel programma televisivo inglese Old Grey Whistle Test. Gli U2 erano stati contattati, ma i loro impegni hanno impedito una vera collaborazione, anche se Bono e Edge hanno fornito molti spunti.

I più giovani del cast hanno dovuto seguire piccole lezioni di storia della musica pop. Carney ha mostrato loro video emblematici degli anni Ottanta perché capissero come si vestivano, cantavano e si muovevano gli artisti su un palco e davanti a una telecamera.

Per seguire l’evoluzione dei Sing Street, ogni canzone del film è stata scelta come esempio dei differenti stili di scrittura e di canto del periodo. La band passa infatti per diverse fasi: prima la canzone in stile Duran Duran, poi Hall & Oates, poi Cure ed Elvis Costello.

Tra i riconoscimenti, il premio a Jack Reynor come miglior attore non protagonista all’Irish Film and Television Award.

Scheda tecnica

Regia: John Carney
Cast: Ferdia Walsh-Peelo, Lucy Bointon, Aidan Gillen, Jack Reynor
Produzione: Irlanda, 2016
Titolo originale: Sing Street
Durata: 106’