Piper

Uno stormo di piovanelli sta cercando cibo sulla spiaggia, correndo a beccare la sabbia quando l’onda si ritira. Un adorabile pulcino, Piper, che si tiene in disparte timoroso, viene amorevolmente incoraggiato dalla mamma a unirsi ai suoi simili. Mentre sta provando a imparare la tecnica giusta, ignaro della potenza delle onde, ne viene improvvisamente travolto. Sballottato e inzuppato si spaventa tanto da tornare al nido e non volerne più sapere di lasciarlo per avvicinarsi al mare. Ma quando vede un gruppo di paguri scavare più in profondità sulla riva per non essere trascinati via dalla corrente, imita il loro comportamento e scopre un nuovo bellissimo mondo sotto la superficie dell’acqua, dove il cibo abbonda. Il piccolo Piper si rassicura e comprende che, con un po’ di coraggio nel cambiare le cose, tutto può andare per il meglio. Per se stesso, e per il suo stormo.

I particolari

Dolcezza, profondità e sorprendente livello tecnico caratterizzano questo corto prodotto da Pixar Animation Studios, arrivato nelle sale insieme a Alla ricerca di Dory. La storia di un minuscolo piovanello alle prese con le prime difficoltà della vita, della sua mamma, del loro stormo e di un gruppo di paguri diventa la storia di tutti noi, quando con la giusta motivazione superiamo le paure che ci paralizzano, impedendoci di crescere e andare avanti nel nostro percorso.

L’ispirazione per questo piccolo capolavoro che ha intenerito il mondo è venuta al regista, Alan Barillaro, durante una delle quotidiane corse sulla spiaggia, a poche centinaia di metri da Emeryville California, sede degli Studios. Osservando il comportamento degli uccelli sulla riva dell’oceano ha trovato l’idea giusta per un breve apologo che vuol mostrare agli adulti, oltre che ai bambini, nella doppia lettura da sempre caratteristica della bella animazione, che con un po’ di perseveranza, anche attraverso i più duri frangenti, ce la si può fare, ottenendo risultati inattesi.

Come in molti dei cortometraggi Disney — Pixar, c’è molta più profondità di quanto ci si potrebbe attendere da un’opera che dura solo pochi minuti.

Piper mi ricorda l’infanzia” ha raccontato Barillaro. “I giovani dovrebbero avere la possibilità di esplorare il mondo e fare degli errori”.

Tecnicamente sopraffino, è anche una rappresentazione fedelissima di come gli uccelli e l’oceano si muovano davvero. Sembra incredibile che non si tratti di rendering digitale di gabbiani, vongole e granchi. Sorprende l’abilità degli autori anche nel rendere veri i minimi particolari, come le differenti sfumature della sabbia, con tonalità che variano dall’arancione al marrone e al bianco, o quelle del mare che appare talmente reale da suscitare stupore. Non c’è stato bisogno di frasi o dialoghi per comunicare, con incantevole nitore, una storia in grado di arrivare al cuore degli spettatori solo con il potere delle immagini.

Ma, in sottofondo, rende tutto più magico un tappeto sonoro di Adrian Belew, storico membro dei King Crimson.

Curiosità

Piper ha vinto l’Oscar 2017 come miglior cortometraggio d’animazione e l’Annie Awards per il miglior soggetto per un corto d’animazione.

Alan Barillaro è entrato a far parte Pixar nel 1997 lavorando al film A Bug’s Life. Ha anche lavorato su Monsters & co. , Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili, Ratatouille, WALL-E, Brave, Monsters University e i cortometraggi Jack-Jack Attack, Igor e Stu — Anche un alieno può sbagliare. Il regista ha rivelato che originariamente aveva iniziato a giocare con il personaggio di Piper come un test, ma è stato incoraggiato a continuare a lavorare sul progetto dal suo mentore Andrew Stanton, regista di Alla ricerca di Nemo.

L’intero film doveva essere narrato dal punto di vista di un piovanello che è alto 10 centimetri. Per capirlo, lo staff creativo ha visitato decine di spiagge californiane, il più spesso possibile, in modo da catturare emotivamente la storia nel modo corretto. Il regista è anche andato alle Hawaii con una telecamera Go-Pro per ulteriori ricerche.

Le pietre di paragone della narrazione per Barillaro sono l’illustratore Rockwell Kent e i dipinti classici.

Una delle cose che rende unico Piper è che tutto al suo interno è un personaggio: non c’è solo l’uccellino come protagonista, ma anche le onde e le bolle.

Il corto è stato realizzato con la stessa tecnica usata per Il viaggio di Arlo: per ogni uccellino, in modo da caratterizzarne le diverse personalità, sono state animate, collocate e modellate a mano dai quattro ai sette milioni di piume.

Scheda tecnica

Regia: Alan Barillaro
Produzione: USA, 2016
Titolo originale: Piper
Durata: 6’