L’aurora che non vedrò

Un uomo di mezza età si lascia rapire dalle immagini di filmini d’epoca (fine anni ’50) in bianco e nero, proiettati sullo schermo di un grande salone privato, di cui si intuisce un glorioso passato. I video ci restituiscono il ricordo di una donna che fa familiarizzare il figlioletto di 6 anni con una piccola cinepresa, oggetto per lui ancora sconosciuto. La madre inizia quindi a riprendere scene di giochi e azioni varie fra lei e il piccolo, brevi momenti di tenerezza quotidiana, miscelando l’intimità familiare all’educazione all’uso della macchina da presa. Una delle sequenze al chiuso vede il bambino rincorrere la donna, ancora una volta per gioco e per amore. A un tratto però la donna crolla al suolo, vittima di un malore. L’uomo in sala allora avanza verso lo schermo, cercando un contatto fisico con lei, fino ad entrare nella realtà virtuale del vecchio filmato, incrociando il bambino, che invece ne esce. Da questo momento, le azioni dell’uomo sono tutte all’interno del filmino, quindi apparentemente impossibili, dato il salto spazio-temporale. Costui prende in braccio il corpo esanime e avanza verso la cinepresa, come a voler portare la madre, persa 50 anni prima, nella realtà attuale. Sul suo volto appare un neo, attraverso cui riconosciamo il bimbo dei filmati nell’uomo ormai adulto. La proiezione infine si blocca, segnalando la rottura della pellicola e lasciando immaginare l’uomo prigioniero dello schermo. Il posto a sedere, nel grande salone di famiglia, è ormai vuoto.

Il regista

Mimmo Mongelli è nato a Bari. Attore e regista, diplomato in Regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha studiato e lavorato con Ronconi, Trionfo, Bolognini, Camilleri, De Bosio e Gregoretti in produzioni di prosa, opera, televisione e cinema. Dall’83 ha firmato numerose regie (video teatrali e d’arte, documentari, corti e lungometraggi) portando i suoi lavori in prestigiosi contesti internazionali. Come autore ha scritto testi originali, adattamenti e traduzioni per teatro, radio, televisione e cinema. Dall’86 a oggi ha diretto numerosi laboratori di recitazione con professionisti e dilettanti (tra quest’ultimi alcune comunità di Rom e di detenuti). Docente a Roma in scuole di recitazione finanziate dalla Regione Lazio ed in Puglia in corsi intensivi di recitazione, ha coordinato la didattica e il saggio finale del Progetto Teatro Giovanile Pugliese, Corso di Formazione Professionale per Attori della Regione Puglia con i fondi UE. È docente di Regia e linguaggi cinematografici, Storia dello spettacolo, Storia della musica e del teatro musicale, Storia della scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Ha collaborato con riviste di interesse culturale per i temi inerenti il teatro ed ha ideato e curato la collana di Drammaturgia Contemporanea per la casa editrice “Il Ventaglio” di Roma. Ha diretto diverse compagnie teatrali e spazi di attività culturali e di spettacolo a Roma ed in Puglia. Ha collaborato con la Presidenza del Teatro Petruzzelli e del Teatro Stabile di Roma. Nel 2003 ha diretto e scritto il soggetto e la sceneggiatura del film La casa delle donne (sostenuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali) ora sul web con oltre tre milioni di visualizzazioni. Presiede il Levante International Film Festival — Festival Internazionale di Cinema Indipendente della città di Bari, e organizza numerose rassegne cinematografiche all’estero (Canada, Stati Uniti, Australia, Romania, Albania, Macedonia, Bulgaria, etc. ). È amministratore unico della società di produzione cinematografica 7th Art International Agency, per la quale ha prodotto il documentario Le donne della Torre Pelosa, il mediometraggio Watch! e il corto Lontani dalla Luna. I suoi ultimi lavori cinematografici sono il lungometraggio Outis Suite (2014), libera trasposizione dell’Odissea di Omero e la docufiction Franco Marcone: un uomo in piedi e la signora vestita di nebbia su un caso di cronaca nera legato alla mafia foggiana. In questi mesi è impegnato nella pre-produzione del documentario sugli immigrati di successo italo-canadesi Italiani anche noi. Il corto in 3D L’Aurora che non vedrò è stato prodotto per la Lucana Film Commission, accolto e premiato in numerosi Festival.

Scheda tecnica

Regia: Domenico Mongelli
Cast: Antonella Maddalena, Marcello Rubino, Roberto Rubino
Produzione: Italia, 2015
Durata: 10’35’’