Lamb

La prima volta non si scorda mai. Soprattutto quando è un’esperienza felice come Lamb. Un film talmente profondo e commovente da meritarsi di entrare — primo film etiope nella storia del Cinema — nella selezione ufficiale del Festival di Cannes, nella sezione Un certain regard e di essere selezionato per la candidatura all’Oscar come miglior film straniero 2015.

Un’opera prima sorprendente per sensibilità di sguardo e padronanza dei mezzi espressivi, realizzata da Yared Zeleke (lungo apprendistato a New York, alla cattedra di Todd Solondz) e interpretata dal piccolo ma grandissimo Rediat Amare.

È la storia di una pecora da salvare, e degli stratagemmi che il suo padroncino metterà in atto per riuscire nel suo scopo. E quel bambino, nella nostra storia è Ephraïm, che vive con il padre e una pecora color nocciola in un villaggio del Nord Etiopia. La madre invece è morta da poco, dopo l’ultima carestia che ha colpito quella regione del Paese.

Ephraïm è un ragazzino sui generis per gli standard locali: in un Paese in cui le incombenze domestiche sono di esclusiva pertinenza delle donne, lui ha l’hobby della cucina, per la quale sembra avere una dote innata. Per non dire del suo rapporto con la pecorella, cui dà un nome — Chouni — e tratta come fosse un cagnolino. Quando però il padre decide che è ora di trasferirsi ad Addis Abeba per cercare un lavoro e il figlio viene affidato a dei parenti che vivono lontano tra le montagne della regione del Gondar, le particolarità di Ephraïm non vengono più tollerate ma trattate come “difetti” da correggere. Il ragazzo non deve avvicinarsi ai fornelli bensì lavorare con lo zio sui campi. Il problema è che Ephraim non è un buon contadino ma possiede un talento nascosto: è un cuoco eccellente. Ed è proprio questa sua straordinaria abilità che lo farà guardare con occhio “diverso” dai cugini. Un giorno, però, suo zio gli dice che la povera Chouni dovrà essere sacrificata nel giorno della Croce Santa, la prossima festa religiosa, per poi essere consumata da tutta la famiglia.

Ephraïm inizia perciò a pianificare la grande fuga per mettere in salvo se stesso e la sua amata pecora.

Qualche piccola considerazione…

Per tutta la durata del film, Yared Zeleke non perde mai di vista il suo “agnellino”, accostandolo con tenerezza disarmante ed elevandolo al rango di altri suoi mirabili coetanei del mondo del cinema, dal piccolo Antoine Doinel dei Quattrocento colpi al caparbio Oskar di Molto forte, incredibilmente vicino.

Un indifeso mollato da tutti (la madre, il padre, la cugina, persino la pecora), disperatamente bisognoso d’amore, costretto a muoversi tra le regole degli adulti e quelle dei più forti. Ed è a dir poco eccezionale il lavoro che Zeleke ha saputo effettuare in questo suo primo lungometraggio, in cui riesce ad ottenere dai suoi attori, sia professionisti sia dilettanti, una performance ad altissimo livello. Splendide le inquadrature e lo scenario in cui si svolge una storia all’apparenza molto semplice, ma che rivela invece, all’occhio dell’attento spettatore, una profondità inaspettata, unita a una freschezza e a una sincerità narrativa davvero ammirevoli.

Girato con grande maestria sul maestoso sfondo delle montagne dell’Etiopia meridionale, Lamb è il commovente e coinvolgente racconto di quello che un essere umano — non importa l’età — è pronto ad affrontare per diventare padrone del proprio destino.

Uno struggente racconto di formazione attraversato da dolorosissime fitte di solitudine, amplificate da panoramiche mozzafiato che Zeleke ci regala di questo angolo d’Africa inedito (grazie anche alla collaborazione della direttrice della fotografia, la canadese Josee Deshaies).

E se per noi spettatori è una bellissima favola, per Yared Zeleke è un nuovo punto di partenza, una promettente opera prima, che offre un scorcio originale e nuovo sulla quotidianità etiope, in un tributo d’amore per la sua terra d’origine.

Il regista

Yared Zeleke è nato in Etiopia nel 1978. Ha conseguito una laurea in Sviluppo Internazionale presso l’Università Clark negli Stati Uniti, e ha studiato cinema alla New York University, laureandosi in scrittura e regia. Ha lavorato per molte organizzazioni non governative negli Stati Uniti, Etiopia, Namibia e Norvegia, prima di intraprendere la carriera di regista. Yared ha scritto, prodotto, diretto e montato numerosi documentari (Allula) e corti di fiction (Housewarming). In Etiopia, suo paese natale, ha curato documentari per l’Organizzazione per lo Sviluppo Industriale delle Nazioni Unite. Nel 2015, Yared ha completato il suo primo lungometraggio, Lamb, girato sugli altipiani del Nord Etiopia.

Scheda tecnica

Regia: Yared Zeleke
Sceneggiatura: Yared Zeleke,
Géraldine Bajard
Interpreti: Rediat Amare, Kidist Siyum, Welela Assefa, Surafel Teka, Rahel Teshome, Indris Mohamed
Produzione: Etiopia, Francia, Germania, Norvegia, Qatar 2015
Durata: 94’