Kanye Kanye

«La storia di questo mio piccolo film, Kanye Kanye, pieno di allegria e buonumore è ispirata a un libro del dottor Seuss (per chi non lo sapesse il Dr. Seuss — alias Theodor Seuss Geisel — è stato uno scrittore e fumettista statunitense, autore di più di 60 libri per bambini, fra cui Il Grinch e Ortone e i piccoli Chi)» ha dichiarato in un’intervista il regista Miklas Manneke. «Questo libro, The Sneetches, parla di un gruppo di piccole creature dalla pelle gialla che viene emarginato perché considerato diverso. Questa storia che pare scritta per i lettori più piccoli, è stata invece riconosciuta universalmente come un’allegoria contro il razzismo. Ecco, questo è esattamente ciò che ho cercato di fare con il mio film. Raccontare una storia un po’ assurda, divertente, sulla discriminazione, la divisione, la separazione, in una parola l’apartheid, dettata dalla follia degli uomini. ».

Vincitore di numerosi premi nel suo Paese e nei principali festival cinematografici internazionali, Kanye Kanye, (che letteralmente significa “assieme”) racconta la storia di un piccolo paese alla periferia di Johannesburg.

Piccolo, sì, ma anche di più, visto che è diviso in due per una stupida querelle che rasenta l’assurdo.

Tutto cominciò tanti anni fa, quando due amici di vecchia data — Mpho e Mpho — si ritrovarono a discutere animatamente sulla qualità di due mele, e su quale delle due fosse la migliore: la mela rossa o quella verde, senza riuscire a trovare una risposta o una soluzione al loro dilemma.

Questa discussione provocò la scissione più grave che la cittadina avesse mai avuto in tanti anni di storia, e Kanye Kanye venne divisa da una “linea” bianca per definire i due diversi territori e i loro abitanti. Chiunque pensava che fosse migliore la mela verde sarebbe andato ad abitare nella parte verde della città, in una casa verde e si sarebbe vestito sempre e solo di verde, mentre chi era convinto che fosse più buona la mela rossa sarebbe andato a vivere nella zona rossa della città, in una casa rossa, vestendo solo abiti rossi…

Se non che, un bel giorno di tanti anni dopo Thomas, un adolescente del lato verde, si innamora di Thandi, una ragazza che abita nel lato rosso della città.

Potrà l’amore della coppia superare i vincoli sociali e le divisioni storiche?

È straordinaria la leggerezza con cui questo cortometraggio affronta un tema così importante, portando alla luce con un sottile velo di ironia problematiche del mondo contemporaneo e del passato recente, quali l’etnocentrismo e la paura per tutto ciò che è diverso. Da qui la convinzione che la propria ‘mela’ sia la migliore, il non essere neanche disposti ad assaggiare una ‘mela’ che non sia la nostra.

Thomas e Thandi sono un po’ il Romeo e la Giulietta africani, ma a differenza dei due innamorati shakespeariani non hanno paura di nascondersi, anzi, sono disposti a sfidare chi crede che le due parti non possano mischiarsi.

Anche negli anziani del villaggio, ascoltando le conversazioni dei due giovani, sorgono spontanee domande come «In fondo a chi importa di una discussione su una stupida mela?». «Perché noi dovremmo essere semplici burattini di qualcuno di superiore che ha deciso delle nostre vite?».

«Ho sempre pensato che l’approccio con cui la platea internazionale guardava le storie ambientate nelle città sudafricane fosse tendenzialmente negativo» continua Manneke. «Come se per il resto del mondo una storia ambientata in Sudafrica debba per forza parlare di una realtà fatta solo di povertà, violenza, una diffusa criminalità, e poco altro. È vero, la storia di questo Paese purtroppo racconta anche di un profondo razzismo, di discriminazioni, di divisioni razziali. Ma non solo. La gente che nasce in Sudafrica — come nel resto del mondo — impara a vivere, ad amare, a crearsi un futuro, in questo Paese. E molti di loro sono anche felici di essere nati e di vivere qui, ed è proprio questo, che vi volevamo raccontare».

Cortometraggio squisito e conciso, che riesce, più di tanti altri film di tre ore a far riflettere su questioni importanti e contemporanee nella società africana, come l´apartheid che tra le principali leggi che costituivano il sistema aveva ai primi posti quella secondo la quale i matrimoni interrazziali erano proibiti.

Emozionante e diretto, coinvolgente e leggero Kanye Kanye trasmette per immagini un messaggio che arriva dritto al cuore, lasciando un numero di spunti non indifferente sui cui riflettere. E così rossi e verdi arrivano a un punto di mediazione, e chissà che questo non possa succedere anche nel nostro mondo.

Il regista

Miklas Manneke è un giovane regista e sceneggiatore sudafricano. Si è laureato alla prestigiosa South African School of Motion Picture Medium and Live Performance (AFDA). Il suo esordio avviene con il corto E-lectricity, girato durante il terzo anno di Accademia.

Kanye Kanye sta ottenendo numerosi premi in diversi festival internazionali.

Filmografia

Cortometraggi:

  • 2014 — Kanye Kanye
  • 2012 — E-lectricity

Premi

2014 — Portsmouth Film Festival: Miglior Cortometraggio / FESTICAB Film Festival: Miglior Cortometraggio / RiverRun International Film Festival: Miglior film narrativo studenti / Festival International du Court-métrage Etudiant de Cergy-Pontoise: Premio del Pubblico / Cinesud Film Festival: Premio del Pubblico per il miglior cortometraggio / Chicago International Film Festival: Premio del Pubblico / SAFTA: Miglior Film

Scheda tecnica

Regia: Miklas Manneke
Sceneggiatura: Miklas Manneke, Charles Ryder
Cast: Gundo Ramulifho, Bongeka Sishi
Sudafrica, 2014
Durata: 26′